
Nessun cambio in vista. Giuseppe Scaramozzino, coordinatore comunale del Pdl, spiega l’incontro chiarificatore che la maggioranza ha fatto il 18 gennaio. Nessuna dimissione del presidente del consiglio Paolo Avezzù, ma maggiore coinvolgimento e valorizzazione dei 17 consiglieri rimasti in maggioranza, perché i tre di Lega per Rovigo hanno deciso altrimenti (leggi articolo)
Rovigo - Rientra la crisi in casa Pdl, anzi a sentire Giuseppe Scaramozzino, coordinatore comunale del partito, quasi non c'è mai stata. Il portavoce del Popolo della libertà nonché della maggioranza ha annunciato che nell’incontro serale di mercoledì 18 gennaio si è fatta chiarezza e “si è iniziato un percorso per valorizzare le persone”.
Sconfessate anche le dimissioni di Paolo Avezzù da presidente del consiglio, “nessun 14 gennaio, si è fatto un passo in avanti come partito”. Insomma il Pdl con la maggioranza, priva dei tre consiglieri di Lega per Rovigo (leggi articolo), ha trovato equilibrio e forza. Sembra che più di qualcuno abbia dovuto ingoiare il rospo, anche perché promesse ne erano state fatte (leggi articolo). La maggioranza in consiglio comunale è garantita da soli 17 consiglieri, uno in più della metà, e quindi per non andare a nuove elezioni alcuni compromessi sono stati fatti.
Scaramozzino spiega che le scelte sono state fatte in maniera coesa e compatta, privi di divisioni interne: “Forza Rovigo è un gruppo archiviato. Bellinazzi e company hanno messo da parte il passato ed hanno ragionato come Pdl”. Spiega poi che alla stessa maniera qualora “il partito decidesse di fare dei cambiamenti in giunta o alla presidenza del consiglio saranno fatti con democrazia e senso del dovere dalle persone stesse”.
Nessuna spaccatura, nessuna dissociazione. D’altro canto i panni sporchi bisogna lavarli in casa propria. Per lo stesso principio Scaramozzino invita nuovamente i tre consiglieri di Lega per Rovigo a “parlare con il partito (Lega Nord) che gli ha permesso di essere eletti in consiglio, perchè senza di esso non avrebbero peso e tanto meno sarebbero stati eletti”. Quindi il Pdl fa quadrato attorno a se stesso cercando di compattare la maggioranza e garantirsi un futuro. Durerà?

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