POLITICA ADRIA (ROVIGO) Processo Enel relativo alle conseguenze sulla salute dei ragazzi dei fumi, il Comune non si è costituito parte civile. Omar Barbierato del movimento Impegno comune chiede alla minoranza di presentare una interrogazione

L'opposizione indaghi

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Omar Barbierato del Movimento Impegno comune di Adria non è soddisfatto per la risposta dell'assessore Lorenzo Maltarello sul perché il Comune non si è costituito parte civile nel processo contro Enel. "Siamo al limite della fascia di interesse dei fumi dell'ex centrale di Porto Tolle - aveva detto l'assessore -. Servivano delle verifiche per capire se rientriamo nella fascia di incidenza ma ormai è tardi". Barbierato promuove una interrogazione da parte dell'opposizione in consiglio comunale



Adria (Ro) – Che l'opposizione indaghi sulla mancata costituzione del Comune di Adria come parte civile nel processo contro Enel, relativo le conseguenze nocive che i fumi avrebbero avuto nelle vie respiratorie sui minori sino a quattordici anni, della centrale ad olio combustibile di Polesine Camerini.
Questo l'invito lanciato da Omar Barbierato, del movimento civico Impegno Comune, che chiede all'opposizione consigliare di stilare una interrogazione ad hoc e “che sia anche un incentivo per tutto il consiglio comunale ad esprimersi sulla possibile conversione della centrale a carbone, alla luce della manifestazione nazionale del 29 ottobre, che ha evidenziato l’esigenza di molti cittadini di difendere la salute, il lavoro e l’ambiente, esaltando le caratteristiche uniche del nostro territorio”.

Non ha soddisfatto quindi, la replica dell'assessore Lorenzo Maltarello, che ha spiegato che l'amministrazione non si è costituita parte civile perché non era certo se il territorio adriese fosse interessato o meno nell'area delle ricadute nocive dei fumi, circa venticinque chilometri da Polesine Camerini (leggi articolo).
“Ci domandiamo se le sue parole siano le parole del sindaco e della giunta di cui fa parte – commenta Barbierato -. L’avvocato dice che la posizione del nostro comune è al “limite” rispetto alle possibili conseguenze negative dei fumi della centrale e che non si è avuto il tempo per fare le dovute verifiche”.
Giustificazione inaccettabile, per Barbierato: “Perché questo 'ritardo' non permette la verifica e la tutela della salute dei nostri ragazzi -  conclude -, si tratta infatti delle possibili ripercussioni in termini di malattie respiratorie per i nostri giovani con età inferiori ai 14 anni”.

 

Nicola Cappello

20 gennaio 2012

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