AMBIENTE ROVIGO Gianni Nonnato del Psi critica la giunta Piva per il taglio degli alberi lungo le strade da riqualificare

Sacrificio delle piante veramente necessario?

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"Quando avrete tagliato l'ultimo albero... allora capirete che il denaro non si mangia". Gianni Nonnato esponente del Psi di Rovigo cita un adagio del capo Sioux Nuvola Rossa per criticare la giunta del sindaco Bruno Piva e la decisione di eliminare una parte di parco Langer per far passare la tangenziale est. Accuse anche per il progetto tagliare i platani di via Fuà Fusinato



Per un giorno e una notte piazza Vittorio Emanuele è stata un bosco di 1000 piantine. Ottima come operazione di marketing. Ottimo come strumento pedagogico. Ottima per accreditare l’immagine di una giunta che aderisce alla più recente scuola dell’urbanistica del paesaggio e del verde. Giusta per accreditare l’idea che si voglia radicalmente ripensare e ricostruire la città come una biosfera sull’esempio di molte città europee che si sono premurate di conservare aree boschive, corsi d’acqua, addirittura attività agricole e paludi, all’interno della cintura urbana. E dopo?

E dopo si propone di fare un intervento chirurgico eliminando metà del parco Langer e azzerando, inoltre, l’idea della corona di verde fino al confine con la tangenziale est, ormai patrimonio urbanistico consolidato. E dopo si propone di tagliare i platani centenari di via Fuà Fusinato per mantenere vivo un paesaggio di auto in sosta e in movimento che nulla hanno a che fare con la lezione di Green Urbanism che si è voluto proporre poco prima. Là dove basterebbero solo semplici  interventi manutentivi come avviene in tante altre città si interviene con l’abbattimento e, quindi, con la distruzione di un ambiente che è diventato ormai paesaggio vivo ed aperto alla educazione ed all’apprendimento esperienziale per bambini, soprattutto, ma anche per adulti.
Non è possibile pensare che le mille piantine possano servire a compensare le eventuali incoerenze future. La coerenza di una scelta impone anche comportamenti coerenti. Proporre la città come un organismo vivente, come una biosfera che è il frutto di un’interazione di più discipline e di un’integrazione armonica della residenza con l’ambiente naturale, significa soprattutto avere il coraggio della coerenza a vantaggio del futuro. Soprattutto senza uccidere le nostre storie nella consapevolezza che senza storie non c’è storia, ma che senza queste storie uccidiamo anche la vita.

 

E mail inviata da
Gianni Nonnato
Psi Rovigo

20 gennaio 2012

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