ENTE PARCO DELTA DEL PO Da Adria Sinistra ecologia e libertà chiede alle regioni Veneto e Emilia di trovare una convergenza per costituire una unica figura dirigenziale del Delta

Le regioni devono mettersi d'accordo

Grazia Francescato
Geremia Gennari
Valter Zago
Carlo Albero Graziani
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La costituzione di un parco interregionale del Delta del Po è l’idea portante del convegno organizzato da Sel ad Adria. Per tutti i relatori i problemi di questa unione sta nella politica: regione Veneto e regione Emilia non vogliono perdere il loro potere


 

Adria - E’ solamente la politica che può costruire un futuro forte al Delta del Po. Il concetto è emerso dal convegno organizzato da Sinistra ecologia e libertà sabato 21 gennaio ad Adria. 

Da tempo si dice che la gestione del parco del Delta del Po non può essere divisa nella  parte padana e in quella emiliana. Le soluzioni sono semplici da dire ma per gli esperti che sono intervenuto al convegno la strada deve essere percorsa dalla politica e finché questa non trovi una convergenza la divisione del Parco rimarrà una costante. 

 

“Dal punto di vista tecnico le strade da perseguire sono due - spiega il giurista Carlo Alberto Graziani - o costituire un parco Interregionale oppure un parco Nazionale”. La prima soluzione è quella più facilmente raggiungibile, la regione Veneto e la regione Emilia  legiferano leggi simili per la costituzione di un ente per il controllo del Parco. Nell’ipotesi di un parco Nazionale, ci sarebbe l’ingresso in scena del governo centrale e quindi scalzerebbe le regioni dal controllo del territorio.

 

“La possibilità che la regione emiliana e quella veneta convergano per trovare un intesa per la costituzione di un parco Interregionale c’è - afferma Grazia Francescato, del coordinamento nazionale di Sel - già nel prossimo consiglio regionale a Bologna si discuterà la possibilità di una unione dei parchi. Come detto è la politica che deve fare la propria parte”. 


Gli interessi che gravitano attorno ad un parco sono tanti e difficilmente si troverà una convergenza. “Le regioni non possono permettersi di vedersi scalzare da un intervento governativo - afferma Valter Zago coordinatore del circolo Sel Delta - La costituzione del nuovo ente di controllo è cosa semplice quello che non è mettere d’accordo assessore e consigliere”.

Il movimento ecologico ricorda che con la costituzione di un unico ente darebbe la possibilità di impedire la riconversione della centrale Enel di Polesine Camerini ma al contempo poter avviare una serie di interventi per poter generare energia da fonti rinnovabili.  

 

Per il presidente dell’ente parco Delta del Po Geremia Gennariil processo di convergenza tra Emilia e Veneto sarà lungo. Solamente  qui, oggi, si respira aria di cambiamento mentre in regione no - spiega il presente - I problemi li genera la politica fare un ente unico è questione di poco”.  

21 gennaio 2012
Faber
24 gennaio 2012 - 12:12
Aria fritta
Sono passati circa 21 anni da quando la legge - quadro sulle aree protette (394/91) assegnava due anni di tempo alle regioni per istituire un unico parco interregionale, a pena di parco nazionale, e praticamente siamo ancora lì, come se il tempo si fosse fermato. L'idea "interregionale" fù una genialata di Elios Andreini che trovò il modo di rispondere alle resistenze di un territorio che, diversamente dalla generalità dei parchi nazionali, era fortemente antropizzato. Dopo tutti questi anni, dopo leggi regionali ed enti di gestione sensibilmente diversi, con un piano di parco emiliano a stazioni che arrivano ad Argenta e Cervia, mentre quello veneto è ancora da adottare, ed ha un perimetro provvisorio che include il Po e (udite udite) solo un terzo di ciascuna valle, e con risorse destinate ai parchi enormemente diversi, sostenere che le due regioni devono mettersi d'accordo è come dire che di deve andare sulla luna con la mongolfiera. Insomma un parco interregionale è una bufala. Lo era ai tempi di Andreini, lo è ancor di più ai tempi del federalismo leghista.

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