
Il decreto sulle liberalizzazioni varato dal governo Monti abolisce il vincolo di fornitura esclusiva solo per i gestori che sono anche proprietari degli impianti. Ovvero una minima parte dei distributori italiani (500 su 25 mila). Lo sciopero annunciato dai sindacati della categoria è stato ridotto da 10 giorni a 72 ore
Rovigo - Il governo Monti, dopo aver aumentato le accise sui carburanti a fine anno, tenta di abbassarne i pressi al dettaglio il decreto sulle liberalizzazioni varato venerdì 20 gennaio dal Consiglio dei ministri.
Il provvedimento, che abolisce il vincolo di esclusiva tra i proprietari dei distributori ed i fornitori, riguarda però una minima parte degli impianti presenti sul territorio nazionale, ovvero 500 su 25 mila.
La situazione italiana infatti è divisa tra tre tipologie di impianti: privati al 100% (le cosiddette pompe bianche) che a fronte di un investimento iniziale privato per l'acquisto del terreno e la realizzazione del distributore operano nel mercato come meglio credono, i concessionari di marchio (privati imprenditori, proprietari del distributore che che si affidano alle compagnie per la vendita e l'approvvigionamento, oggetto del decreto Monti) e i conduttori di impianti delle grandi compagnie che ricevono il distributore in comodato d'uso gratuito a fronte di un piccolo ricavo (4cent a litro venduto) sulle vendite (la stragrande maggioranza dei distributori italiani).
I colossi del mercato dei carburanti realizzano l'impianto, aprono un bando per cederne la gestione in comodato d'uso gratuito e si accollano i costi del personale che viene assunto. Tutto questo in cambio di un contratto di fornitura esclusiva con la compagnia stessa.
Per loro non cambierà nulla, il provvedimento del governo Monti riguarda i gestori dei distributori che ne sono anche proprietari e quindi da oggi potranno rifornirsi in misura minima del 20% e massima del 50% da qualsiasi altro produttore mantenendo il marchio dell'ex esclusivista di carburanti.
Per abbassare quindi i costi della benzina e del gasolio alle compagnie rimarrà quindi l'unica strada della riduzione dei costi della manodopera. Il governo Monti infatti toglie con l'ultimo decreto i tanti vincoli che imponeva all'apertura dei cosiddetti distributori fantasma (ghost) dove tutto viene affidato ai self-service dell'utente. La preoccupazione di sindacati e operatori è quella di una pesante riduzione del numero degli occupati del settore, motivo per cui lo sciopero indetto, benché ridimensionato a 72 ore invece di 10 giorni rimane comunque indetto a data da stabilirsi.

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