SCIOPERO ROVIGO Stop delle auto bianche contro le liberalizzazioni dalle 8 alle 22 il 23 gennaio

[VIDEO] La protesta dei taxi in piazza

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I tassisti rodigini riuniti in assemblea in piazza Vittorio Emanuele a Rovigo in occasione del fermo nazionale. "No alla legge del governo - spiega Alessandro Malengo dei tassisti di Rovigo - che invece di liberalizzare le licenze favorisca una situazione di monopolio"




Rovigo - Giornata senza taxi a Rovigo. In occasione del fermo nazionale della categoria che protesta contro il decreto del Governo che prevede l’istituzione di una Authority delle reti per l’assegnazione delle licenze anche nel capoluogo rodigino il servizio si è stoppato dalle 8 alle 22 di lunedì 23 gennaio.
 
"Come taxisti di Rovigo – afferma Alessandro Malengo, presidente della cooperativa taxisti aderenti a Cna -  partecipiamo al fermo nazionale. Una nostra delegazione sarà presente alla manifestazione che si tiene a Bologna, in città sono garantiti   i servizi di trasporto disabili e le corse per l’ospedale, mentre per tutta la giornata i taxisti saranno in assemblea in piazza Vittorio Emanuele.
 
"Siamo preoccupati – prosegue Malengo – perché non si capisce bene che funzione avrà il nuovo organismo che dovrà fissare i criteri standard di ogni città per garantire il servizio, ma una città come Rovigo ha situazioni assai diverse da analoghe città di altre regioni". La paura di un provvedimento del governo che favorisca il monopolio, ovvero del singolo che può acquistare più licenze e poi offrire lavoro a terzi, è il rischio che più preoccupa la categoria.

A Rovigo i tassisti sono 19 per 19 auto, con turni distribuiti nell'arco delle 18 ore giornaliere di garanzia del servizio (dalle 5.30 alle 23.30). Di giorno la cooperativa taxi Rovigo ha quattro mezzi a disposizione in piazza Vittorio Emanuele II, sei in stazione e due all'ospedale civile. Le chiamate in arrivo con richiesta di trasporto oscillano tra le 100 e 150 al dì.
"E' impensabile che il mercato cittadino possa giustificare un aumento delle attuali licenze - conclude Malengo - considerato che la nostra attività è una vera attività d’impresa con strutture organizzate, investimenti continui per rispondere alle esigenze della clientela (non ultimo il servizio di radio taxi ) e dall’altra aumento dei costi come quelli del gasolio e delle assicurazioni".

23 gennaio 2012

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