VIABILITA' ROVIGO Con l'installazione dei varchi elettronici, il corso del Popolo sarà aperto alle auto definitivamente

La sperimentazione sa di beffa

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Al termine del periodo di sperimentazione del corso del Popolo aperto alle auto, la giunta è orientata a lasciarlo aperto in via definitiva. A controllare il traffico in entrata e in uscita ci penseranno i varchi elettronici che arriveranno nelle prossime settimane. E i cittadini che hanno protestato con i flash mob, qualcuno anche con scritte rosse di protesta nei confronti del Comune, restano inascoltati



Rovigo - Flash mob che hanno paralizzato il traffico in corso del Popolo (leggi articolo), scritte rosse sulle transenne del cantiere del palazzo ex Enel, un urbanista del Politecnico di Milano che delinea un centro storico completamente pedonale entro i prossimi 20 anni (leggi articolo), un comitato di associazioni ambientaliste che chiede un referendum per sapere se i cittadini vogliono il Corso aperto o chiuso alle auto (leggi articolo): tutto inutile.

L'orientamento dell'amministrazione comunale è di aprire definitivamente il corso del Popolo alle auto. Tutto questo al termine del periodo di sperimentazione, ovvero dopo il 29 febbraio, quando saranno installati i varchi elettronici che arriveranno nei prossimi giorni (leggi articolo).

Le modalità dell'apertura verranno decise nelle prossime settimane, secondo quanto spiega Luigi Paulon, assessore comunale alla viabilità. La giunta potrebbe stabilire di far passare il traffico nel "salotto" del centro storico (il cui restauro, vale la pena ricordarlo, è costato 2,7 milioni di euro di risorse pubbliche) per alcune ore nel corso della giornata (come prevede l'attuale deroga alla ztl) oppure in alcuni giorni della settimana.
"Valuteremo anche in base ai dati raccolti durante le settimane di sperimentazione - afferma l'assessore - ma con l'installazione dei gate elettronici, non servirà più la presenza fissa dei vigili a sorvegliare il traffico. Perciò l'orientamento della giunta è quello di aprire".

A questo punto tutti i punti di domanda che la sperimentazione aveva sollevato si ripropongono. Saranno contenti i commercianti del centro, che più volte si sono espressi a favore del corso aperto ma i cittadini cosa ne pensano? L'Ascom sulla questione ha cambiato idea (leggi articolo), in particolare dopo che l'architetto Carlo Molteni del laboratorio Urb&com del Politecnico di Milano ha presentato il proprio studio sul centro storico di Rovigo.
Studio che indica una prospettiva futura di un centro storico, ovvero l'area compresa all'interno del perimetro delle mura cittadine, completamente pedonale entro i prossimi 20 anni.

Nel frattempo campeggia ancora la scritta realizzata con lo spray rosso a caratteri cubitali sui pannelli che delimitano il cantiere del palazzo ex Enel (leggi articolo). Ora dice: "La verità galleggia. Il comune servo dei commercianti apre il corso alle auto e i cittadini non contano nulla". Per chi il corso lo vuole chiuso al traffico, non resta che aspettare che il regolamento comunale venga modificato per poter fare un referendum, come proposto dal comitato Diritto alla città.
Del resto la consultazione popolare è l'unico strumento che consente anche a chi è contrario all'apertura di poter esprimere la propria opinione.

Ed il lavoro dell'assessore Franco Berti, prima che il sindaco gli togliesse la delega alla viabilità? Viene da pensare che sarà vanificato. L'obiettivo di Berti era di condividere la decisione sul futuro del corso con tutti, ovvero i commercianti, le associazioni e i cittadini, tant'è che aveva istituito un comitato tecnico-scientifico che ne discutesse. Discussione che a quanto pare non ci sarà.

 

Elisa Barion

25 gennaio 2012
Il telefonino di Rovigo

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