
Modifiche allo statuto della Casa del sorriso che prevedono la rieleggibilità del consiglio di amministrazione in modo cumulativo. Secondo l'ex sindaco Gastone Fantato, già ricandidatosi alle prossime elezioni, si tratta di una mossa per consentire all'attuale cda, presieduto da Fabrizio Rossi, di restare in carica. Secondo Fantato, l'operazione è alla base del commissariamento del Pdl locale
Badia Polesine (Ro) - La Casa del sorriso si conferma ancora una volta al centro della discussione politica. Anche Gastone Fantato, insieme agli ex consiglieri comunali della ex lista Rinasce Badia, prende la parola per scagliarsi contro il consiglio di amministrazione dell'ente, in primis per le modifiche statutarie approvate ai primi di dicembre che già hanno causato accese polemiche.
Secondo gli ex amministratori, infatti, “la modifica dello statuto approvata dall’attuale consiglio di amministrazione che prevede la rieleggibilità in modo cumulativo senza vincoli del cda altro non è che un atto che punta a consentire la prosecuzione di questo consiglio”.
La modifica, pochi giorni dopo, è stata valutata anche dal commissario Anna Maria Pitrelli, che ha espresso delle perplessità in merito, pur non essendo vincolante il suo parere (leggi articolo). Fantato e i suoi avanzano poi il dubbio che la delibera del commissario non sia stata “affatto gradita dagli stessi componenti del cda che hanno deciso di spendere 2.500 euro della casa di riposo per chiedere un parere legale a suffragio della loro azione. Crediamo sia quindi lecito chiedersi quali insidie nasconda la volontà dei componenti del cda di rimanere ancorati ai loro posti”.
Le dichiarazioni firmate dagli ex della lista Rinasce Badia Manuel Berengan, Claudio Brusemini, Manuela Capuzzo, Gianluca Checchinato, Gastone Fantato, Alessio Morini, Enzo Ortolan, Remo Previatello, Giovanni Rossi e Gianni Stroppa arrivano anche ad ipotizzare che proprio queste modifiche possano stare alla base del commissariamento del Pdl di Badia, poiché “la mossa è apparsa poco opportuna anche allo stesso ex coordinatore del Pdl, commissariato dal partito (con un tempismo quanto meno sospetto) proprio in questi giorni” (leggi articolo).
Infine Fantato e i suoi affrontano anche la mancata nomina del comitato dei famigliari degli ospiti della struttura. Nell’ultima seduta, avvenuta il 13 gennaio, è stato lo stesso comitato dei famigliari a decidere all’unanimità di non provvedere alla nomina di nuovi componenti, preferendo rimandare l'elezione a dopo la nomina del nuovo consiglio di amministrazione. “Dal nostro punto di vista – dicono gli ex amministratori - la presa di posizione dei famigliari viene letta come un disagio dovuto alla difficoltà di intrattenere positivi e costruttivi rapporti con gli attuali membri del consiglio, alla faccia di quei questionari sul grado di soddisfazione dei degenti propagandato a dismisura dal consiglio di amministrazione”.
La centralità della casa del sorriso nei giochi politici badiesi non è più una novità. Toccherà al vincitore della tornata elettorale di primavera decidere chi potrà gestire la struttura e il potere che ne deriva.
Ilaria Pierannunzio

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