Di punto in bianco l'amministrazione comunale di Rovigo, lunedì 23 gennaio, ha interrotto il servizio di trasporto disabili per mancanza di soldi. Ora solo le persone costrette su una sedia a rotelle possono usufruirne. La capogruppo del Pd in consiglio comunale Nadia Romeo e il consigliere Franco Ruzzante criticano duramente la decisione della giunta e il sindaco Bruno Piva: "Il sociale non è una priorità per questa amministrazione"
Rovigo - Uno schiaffo al disagio e al modello del buon padre di famiglia come dovrebbe essere il sindaco. Così la capogruppo Pd Nadia Romeo e il consigliere Franco Ruzzante hanno definito il taglio al servizio di trasporto disabili deciso di punto in bianco dalla giunta comunale.
Il motivo per cui il servizio è stato interrotto, lunedì 23 gennaio, è che sarebbero finiti i soldi. La decisione si abbatte come fulmine a ciel sereno sulle persone e sulle loro famiglie che ogni giorno usufruiscono del servizio, tanto più considerando che non è stata discussa in giunta e neanche in consiglio comunale.
A quanto affermano i rappresentanti del Pd, del servizio di trasporto oggi possono usufruire solo le persone costrette sulla sedia a rotelle, ovvero solo una parte di chi ne avrebbe bisogno.
Gli strali dei rappresentanti del Pd vanno in due direzioni: la responsabilità di quella che definiscono un'operazione "trattata con estrema leggerezza" la attribuiscono al sindaco Bruno Piva e all'assessore ai servizi sociali Gianni Antonio Saccardin. "In tempo di crisi è fondamentale per un'amministrazione gestire bene i soldi pubblici - afferma Romeo - scegliendo delle priorità, ovvero il sociale ed il lavoro, per le quali il Comune ha delle responsabilità morali fortissime".
Il regolamento del servizio era stato modificato dall'assessore Giancarlo Moschin durante la precedente amministrazione ed il consiglio comunale lo aveva approvato a marzo 2011 (leggi articolo). Ruzzante spiega: "Le modifiche erano state decise per comprimere i costi, vista la riduzione dei trasferimenti statali imposta al Comune".
Con l'applicazione del nuovo regolamento il servizio era passato da un costo di 300 mila a 80 mila euro all'anno. Per risparmiare erano stati esclusi dal servizio gratuito gli over 65 autosufficienti, era stato fissato un limite di due corse al giorno per gli utenti, infine era stato imposto il pagamento di una tariffa da 0,50 a 3 euro per chi supera la fascia di reddito Isee di 20 mila euro.
Le corse gratuite erano state garantite solo per il trasporto al lavoro, alle scuole e alle visite mediche. Tagliate, invece, le corse gratis per le attività del tempo libero. "Avevamo garantito l'essenziale - commenta Romeo - eppure l'opposizione, oggi in maggioranza, aveva gridato allo scandalo. Adesso, invece, la giunta balla e canta, distribuisce i soldi per le collaborazioni esterne, concede aree pubbliche gratis agli "amici" per gli eventi e poi taglia un servizio fondamentale per le fasce deboli della società".
Elisa Barion