
Il consiglio regionale di mercoledì 25 gennaio ha approvato la proposta di legge nazionale che vieta le trivellazioni nelle province di Rovigo, Venezia e Padova. Una buon risultato per il consigliere polesano Graziano Azzalin, relatore della proposta. Ma il consigliere è stato criticato per il suo voto favorevole alla modifica dell'articolo 30 della legge istitutiva del parco delta del Po, che dava il via libera alla riconversione a carbone della centrale Enel di Polesine Camerini. In questa intervista spiega la propria posizione: "La modifica alla legge del Parco è servita per scoprire il bluff dell’azienda"
Rovigo - Con il sì a maggioranza in consiglio regionale Graziano Azzalin (Pd), ha incassato una prima vittoria nella lotta contro le trivellazioni in Polesine e non solo (leggi articolo).
Tuttavia il consigliere regionale era stato criticato per il suo sì alla modifica dell'articolo 30 della legge sul Parco, che permetterebbe la riconversione a carbone della centrale di Polesine Camerini.
Entrambi i casi toccano il problema ambientale: "La prima differenza, sostanziale, direi, è che la centrale Enel esiste già ed è funzionante - spiega Azzalin -. La seconda è che le estrazioni provocano dissesti idrogeologici irreversibili. Lai terza è che la volontà della classe politica polesana è stata di segno opposto nei due casi: l’opposizione alla possibilità di trivellazioni è stata forte soprattutto nelle realtà interessate, prova ne sono gli ordini del giorno approvati in Provincia e in numerose amministrazioni comunali. Ma il discorso della centrale riguarda ulteriori aspetti oltre a quello della volontà dei residenti a Porto Tolle ed è il gioco a scaricare le responsabilità che Enel manda avanti da anni. La modifica alla legge del Parco è servita per scoprire il bluff dell’azienda".
Approvata la proposta di legge nazionale, ora la palla passa in parlamento, ha già avuto modo di rapportarsi con Roma?
"Innanzitutto va sottolineato che l’approvazione ampia e trasversale fa sì che la volontà della Regione Veneto, al di là degli schieramenti, sia forte e chiara. Un segnale, quindi, che anche a Roma arriva con un notevole peso politico. Personalmente mi sono già attivato con alcuni parlamentari veneti del mio partito e ho ricevuto rassicurazioni sul fatto che anche altri consiglieri si sono mossi in tal senso nei rispettivi partiti".
Ha ricevuto qualche rassicurazione?
"Sulla tempistica ancora non se ne possono avere, l’iter non sarà breve, ma le premesse sembrano essere le migliori e bisognerà vedere se i politici veneti che siedono a Roma avranno volontà e forza per un’approvazione in tempi più rapidi possibile".
È stato contattato da qualcuno di Aleanna?
"No, mai. Quando ho presentato la proposta di legge, tuttavia, l’azienda ha inviato a tutti gli esponenti politici veneti, dai ministri ai parlamentari, dagli assessori regionali ai consiglieri, passando per sindaci e presidenti di provincia, una lunga lettera nella quale si cercava di spiegare che i vantaggi economici delle trivellazioni sarebbero stati notevoli e che non è dimostrabile che le estrazioni provochino subsidenza".
Tornando su Enel, con la modifica della legge sul parco, non si corre il rischio di rivendicazioni da parte di altre realtà, visto che si è creato un precedente?
"No, assolutamente, proprio perché è l’unico caso di un parco nato in un territorio sul quale insisteva una centrale a olio combustibile".
Ipotizzando due scenari differenti, con e senza centrale, che futuro vede per il Delta del Po?
"Sono comunque due scenari che non possono prescindere da una valorizzazione del Po in tutte le sue componenti, dalla navigazione al turismo. Il grande fiume deve essere il perno di ogni ragionamento. Indubbiamente la parabola industriale per l’area, vista anche la situazione della cantieristica, sembra essere in fase discendente e bisogna fare in modo che attività importanti non cessino di esistere. Il futuro del delta, ovviamente, non potrà discostarsi da pesca ed agricoltura che dovranno ad ogni modo essere sostenute ed accompagnate in un processo di trasformazione e crescita. Il parco, poi puó ricoprire un ruolo fondamentale, certo le variabili sono molte. Proprio per questo mi sono attivato con una risoluzione per impegnare la Regione ad aprire un tavolo di confronto con Emilia Romagna e ministero dell'Ambiente".
Nicola Cappello

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