
Gettano acqua sul fuoco Maria Luisa Coppola, Mauro Mainardi e Cristiano Corazzari, i tre rappresentanti polesani di maggioranza in consiglio regionale, sulla questione del San Luca di Trecenta. La giunta veneta non ha nessuna intenzione di chiudere l’ospedale. I tre politici s'impegnano a confermare il ruolo della sanità pubblica in Polesine, in particolar modo sul ruolo dell'ospedale altopolesano
Rovigo - “Vorremmo contribuire ad alleggerire il clima e stemperare le animosità in vista dell'incontro sulla sanità altopolesana” inizia così la lettera firmata dai rappresentati regionali del Polesine in maggioranza: Maria Luisa Coppola, Mauro Mainardi e Cristiano Corazzari, al centro del loro intervento la questione sul San Luca di Trecenta. Molte le ‘scuole di pensiero’ su questo tema: c’è chi minimizza e spiega che alcuni rimodulazioni della struttura è fisiologica non riducendo la qualità del servizio, e chi lancia grida di allarme sulla chiusura del nosocomio.
Ma per Coppola, Mainardi e Corazzari i numeri sono sinonimo di qualità e possono rassicurare tutti: “Nel 1998 i ricoveri nella nostra Ulss 18 erano 48.736, oggi sono 19.996. Ora qualcuno griderà che questa è la dimostrazione della fuga verso altri migliori ospedali, niente di tutto ciò perché la sanità ha subito, grazie alla ricerca e agli investimenti tecnologici, una vera e propria "rivoluzione positiva" che permette di fare prevenzione attraverso gli screening, attraverso la medicina del territorio, attraverso l'informazione. Quindi i ricoveri scendono e sale la medicina specialistica”.
Gli esponenti di maggioranza della giunta veneta ricordano anche che a Trecenta è stata costruita la casa parto e che i posti letti sono aumentato rispetto agli altri ospedali. “E’ anni che si grida alla chiusura del San Luca, ma perché? - afferma Coppola, Mainardi e Corazzali - E' stato potenziato in maniera importante nell'area medica, mantenendo tutte le altre aree che classificano l'ospedale come ospedale di rete. Mai nessuno in Regione del Veneto ha pensato alla sua chiusura, eppure a molti piace sostenere questa devastante tesi”. La risposta è indirizzata all’assessore provinciale alla sanità Guglielmo Brusco, che da sempre sostiene al “complotto” contro il San Luca ed al suo depauperamento nelle specializzazioni. “Il nostro assessore alla Sanità, Luca Coletto, ha sempre garantito gli standard presenti al San Luca, con una particolare attenzione all'area chirurgica - concludono Coppola, Mainardi e Corazzali - Trecenta continuerà ad avere la chirurgia per 7 giorni su 7 e per 24 ore con la dotazione organica necessaria. E' in discussione in questi giorni il nuovo piano sociosanitario e il nostro impegno sarà quello di confermare il ruolo della sanità pubblica in Polesine, in particolare il ruolo dell'ospedale di Trecenta”.

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