
Giorno della Memoria a Rovigo dedicato ai ragazzi. Intervento di Dario Foà della comunità ebraica di Padova a palazzo Celio; consegna delle medaglie d’onore ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti; la deposizione di corone al cimitero ebraico ed alla lapide nell’ex ghetto degli ebrei di via X Luglio
Rovigo - Per non perdere il valore del ricordo della Shoah, al di là delle celebrazioni del 27 gennaio, bisogna raccontare ai ragazzi l'esperienza di chi ha vissuto sulla propria pelle il dramma della deportazione e dell'internamento nei campi di lavoro.
Dario Foà, della comunità ebraica di Padova, incontra i ragazzi delle scuole, dalle elementari alle superiori, per spiegare che l'Olocausto c'è stato (purtroppo c'è ancora chi sostiene il contrario) e che un tale orrore non si deve più ripetere.
"Sentire il racconto dalla voce di chi lo ha vissuto - spiega - ha un effetto diverso rispetto a studiarlo nei libri di storia. Una volta un bimbo mi ha chiesto "perché tu non sei morto?". Gli ho risposto che se fossi morto non avrei potuto raccontargli la mia storia".
Dario Foà ha 81 anni. Venerdì 27 gennaio è intervenuto nella sala consiliare della provincia di Rovigo in occasione delle celebrazioni del Giorno della memoria, alla presenza del prefetto Romilda Tafuri, della presidente Tiziana Virgili, dei sindaci polesani e dei rappresentanti delle Forze dell'ordine, tra cui il questore Rosario Russo.
"Io per primo avevo cancellato il ricordo della deportazione - riprende Foà -. Avevo sette anni all'epoca e vivevo a Napoli. Anni dopo le insegnanti della scuola elementare che frequentavo trovarono un registro con i nomi degli ebrei della classe, tra cui il mio. Ci chiamarono, ci fecero andare in aula. Eravamo in otto e ci chiesero di raccontare la nostra storia. Non riuscii a dire nulla tanta fu la rabbia che accompagnava il ricordo che riaffiorava".
Così decise che avrebbe raccontato la sua storia ai più giovani.
Dopo l'intervento di Foà, il prefetto Tafuri e i sindaci hanno consegnato la medaglia d'onore ai cittadini polesani militari e civili deportati ed internati nei lager nazisti. Il riconoscimento è andato a Eugenio Bernardinelli di Castelmassa, Alfredo Berti di Porto Viro, Corrado Chieregatti, Ermanno Modena, Giuseppe Preda e Renzo Spirandelli di Castelnovo Bariano, Ferruccio Crivellari di San Martino di Venezze, Ottorino Marangoni di Taglio di Po, Arturo Pezzolo di Pinacara e Giuseppe Tosatto di Rovigo.
La celebrazione è proseguita poi con la deposizione della corona d'alloro al cimitero ebraico di Rovigo, dove sono stati letti i nomi degli ebrei di Rovigo deportati nei campi di sterminio, e all'ex ghetto di via X luglio.
Elisa Barion

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