
Ci sarà da riflettere in casa rossoblu dopo questa sconfitta interna con il Petrarca Padova. Una linea mediana, con Duca (foto a lato) in giornata pessima, devastata con da quella ospite che ha fatto cose semplici ma efficaci. Un passo indietro della FemiCz Vea Rovigo che nessuno si aspettava, ora bisognerà ricostruire dal punto di vista mentale una squadra uscita con le ossa rotte dal Battaglini
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Rovigo – Perdere il derby col Petrarca è un’eventualità che nessun rodigino vorrebbe sperimentare, ma perdere il derby n.147 della storia infinita tra Rovigo e Petrarca così come l’ha perso il Rovigo nell’ultima giornata del girone d’andata del campionato di Eccellenza è davvero qualcosa di insopportabile per il tifoso neofita e per il tifoso d’annata. Perché la sconfitta è sembrata la fine del leone pronto a sbranare la preda inerme e invece caduto in una fossa trabocchetto e infilzato senza misericordia da punte acuminate. Con la tristezza di sapere che quelle punte acuminate altro non sono che gli spettri che attanagliano la squadra rossoblu. I volti dei bersaglieri a fine gara la dicevano lunga sullo stato d’animo del Rovigo.
Il Petrarca ha vinto meritatamente un derby dai molti volti, una partita che sembrava iniziata sui binari giusti per i bersaglieri, poi tramortiti da una meta intercetto di Bortolussi. I giocatori di Roux sono stati bravi a rientrare con pazienza in partita e poi invece pessimi nell’entrare di nuovo in confusione, subire una meta in prima fase da parte di Ziegler, subire un parziale di 0-10 grazie all’espulsione temporanea di Basson, in definitiva però imbrigliati da se stessi più che dall’avversario. Il Petrarca ha fatto il solito compitino, è ormai irritante assistere alla pochezza di gioco di una squadra che pure avrebbe i numeri per giocare un buon rugby ma che preferisce vivacchiare nell’attesa dell’errore avversario. Il livello del rugby italiano è così scadente che una squadra così riesce a vincere lo scudetto. O meglio a raccogliere quanto avversari presuntuosi e complessati lasciano per strada. Bravo Petrarca! E bravo, anzi bravissimo Presutti, che ancora una volta se ne frega delle critiche che gli vengono persino dall’interno del proprio spogliatoio, e dimostra coi fatti cosa significa preparare sul piano mentale e psicologico un derby, una partita che conta. E soprattutto vincerla. Dimostrandosi più bravo del suo allievo Polla Roux, che, al contrario, queste partite evidentemente non le sa preparare. E le perde. Non è possibile che la stessa squadra che sa mettere alle corde per settanta minuti i London Wasps, capace di conquistare un punto di bonus nel diluvio di Bordeaux riesca a perdere sul terreno di casa le due partite più importanti e attese di questo scorcio di stagione. Due partite, contro Prato e Petrarca che, se vinte, vedrebbero il Rovigo ora al comando della graduatoria di Eccellenza. Invece, se il campionato fosse finito con il derby, vedrebbe il Rovigo fuori dalla griglia playoff: niente rivincita scudetto, niente ribalta europea, niente di niente.
Nulla è compromesso ma il modo con cui il Rovigo ha perso il derby è un segnale chiarissimo che questa squadra ha un solo problema, purtroppo ben celato nell’animo e nella mente dei suoi giocatori e del suo allenatore. Dov’è finita quella squadra che negli ultimi anni e anche nel 2011 aveva dimostrato all’Italia ovale di saper giocare un rugby di volta in volta bello da vedere, entusiasmante, conservativo ma efficace, un rugby diverso dai rugby “estremi”?
La cronaca: all’8’' lunga azione d'attacco del Rovigo che guadagna un calcio sui 22 metri, Duca sbaglia un penalty facile facile, evidente segno di nervosismo. Al 16’ tocca a Basson non schiodare il risultato con un calcio piazzato da metà campo, corto. Pochi minuti, altro fallo petrarchino sui 40 metri e altro errore di Duca. Poteva essere 6-0 per il Rovigo invece arriva la doccia scozzese al 20', azione in linea dei trequarti rodigini, intercetto di Bortolussi che vola indisturbato in mezzo ai pali per la facile trasformazione di Hickey (0-7). Passa un minuto, altro fallo dei tuttineri, si potrebbe piazzare, invece Rovigo sceglie di giocare la rimessa laterale ma il pallone viene perso malamante in avanti. Dopo l’ottimo inizio il Rovigo sembra accusare il colpo sul piano psicologico e arrivano i primi errori e le prime palle perse nelle fasi statiche. A fine primo tempo, in una delle rare azioni offensive del Petrarca, penalty per pallone tenuto a terra di Basson, Hickey incrementa al piede il punteggio. In pieno tempo di recupero Bortolussi viene espulso temporaneamente, il Rovigo ne approfitta segnando con Van Niekerk un’azione in linea dopo varie multifasi. Duca colpisce il palo e non trasforma, così la prima frazione si chiude sul 10-5 per il Petrarca. Ma che sia solo una fiammata lo dimostra il secondo tempo con il Petrarca in 14 e un calcio piazzato e un drop sbagliati di Hickey. Quando poi Basson becca anche il cartellino giallo diventa notte fonda per il Rovigo: Sutto a due mani vince una rimessa laterale sui 40 metri, Travagli serve Ziegler da poco entrato al posto di Neethling, buco in diagonale e meta troppo facile in prima fase. Un insulto al Rovigo, ko tecnico. I cambi apportati da Roux non portano a nulla, tutta la squadra sembra intontita e incapace di reagire. Il Petrarca allunga al piede con Hickey, il Rovigo non riesce nemmeno a creare pericoli alla retroguardia ospite che ringrazia per l’ennesimo derby offerto su un piatto d’argento, saluta il pubblico rodigino costernato e porta a casa troppo facilmente, oltre ai quattro punti, lo scalpo del Rovigo.
FemiCZ-Vea Rugby Rovigo Delta – Petrarca Padova = 5 – 21 (pt 5 – 10)
Marcatori: 1° tempo 20' mt Bortolussi tr Hickey (PD) (0 - 7), 38' c.p. Hickey (PD) (0 – 10), 42' mt Van Niekerk (RO) (5 - 10) 2° tempo 49' c.p. Hickey (PD) (5 – 13), 20' mt Ziegler (PD) (5 – 18), 60' c.p. Hickey (PD) (5 – 21).
Femi-CZ VEA Rugby Rovigo Delta: S. Basson; R. Pavan, J. Van Niekerk, R. Pedrazzi (55' G. Bustos), A. Bacchetti; D. Duca, M. Zanirato (62' M. Wilson); J.F. Montauriol, F. Cristiano (80' M. Barion), E. Lubian; D. Tumiati (49' M. Maran), T. Reato; O. Lombardi (41' M. Ravalle) (73' O. Lombardi), L. Mahoney (cap.) (67' D. Giazzon), N. Quaglio (67' G. Boccalon).
Non entrato: L. Lubian.
All. Paul Roux
Petrarca Padova: E. Hickey (76' J. Sanchez); S. Bortolussi, M. Neethling (45' G. Ziegler), R. Bertetti, L. Innocenti; T. Walsh, P. Travagli (78' Alb. Chillon); Z. Ansell (67' E. Targa), S. Palmer (73' F. Giusti), N. Bezzati (cap.); M. Sutto, A. Cavalieri; P. Leso (62' C. Caporello), O. Gega (55' N. Gatto), M. Alonso.
Non entrato: F. Damiano.
All. Pasquale Presutti
Arb. Cardona (Francia)
G.d.l. Blessano (Treviso), Lento (Udine)
Quarto Uomo: Mariotti (Ferrara)
Cartellini: 40' giallo Bortolussi (PD), 52' giallo Basson (RO).
(Calciatori: Duca (Femi-CZ VEA Rovigo Delta) c.p. 0/2, t. 0/1; Basson (Femi-CZ VEA Rovigo Delta) c.p. 0/2; Hickey (Petrarca) c.p. 2/4, t. 1/2.
Man of the match: Zane Drennan ANSELL (Petrarca Padova)
Note: giornata serena, temperatura 5° accompagnata da un vento gelido, terreno in perfette condizioni, spettatori 2.200 circa.

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