
Sovraffollamento, carenza di personale della polizia penitenziaria, azzeramento dei finanziamenti regionali per le attività svolte all’interno del carcere. Sono questi i problemi della casa circondariale di Rovigo. L'assessore regionale Remo Sernagiotto l'ha visitata sabato 28 gennaio insieme al consigliere regionale Graziano Azzalin (foto a lato)
Rovigo - Proprio mentre il ministro Paola Severino all’inaugurazione dell’anno giudiziario, sabato 28 gennaio, a Catania ha sottolineato che “Dallo stato delle carceri si misura il livello di civiltà di un Paese anche perché lo Stato non ripaga mai con la vendetta ma vince con il diritto e l’applicazione scrupolosa di regole e leggi”, l’assessore regionale ai Servizi sociali Remo Sernagiotto ha visitato la casa circondariale di Rovigo, accompagnato dal consigliere regionale Graziano Azzalin, insieme alla direttrice della struttura Tiziana Paolini, al magistrato dell’Ufficio di sorveglianza Linda Arata, al direttore del Sert di Rovigo Marcello Mazzo ed al sindaco e l’assessore ai Servizi sociali di Rovigo, Bruno Piva e Gianni Antonio Saccardin.
Il sovraffollamento e la carenza di personale della polizia penitenziaria sono i problemi della casa circondariale di Rovigo. Il carcere ha una capienza massima di 66 detenuti e una media di presenze giornaliere di oltre il doppio, con pesanti ricadute sia sul lavoro delle guardie che, soprattutto, sulle condizioni dei reclusi, con conseguenze anche gravi sul piano sanitario.
A questo, si è aggiunto l’azzeramento dei finanziamenti regionali per le attività svolte all’interno del carcere. Proprio da questo punto di vista, tuttavia, Azzalin sottolinea che “l’assessore Sernagiotto, si è detto cosciente dei problemi e, pur nel momento di scarsa disponibilità in cui si trova la Regione, si è impegnato a intervenire, a partire dal sostegno al Comune per quanto riguarda le attività lavorative in carcere e di reinserimento, fondamentali per dare alla detenzione la funzione prevista dalla Costituzione”.
Nel corso dell’incontro è stata affrontata anche la questione del nuovo carcere: “La casa circondariale di Rovigo – puntualizza il consigliere polesano – è una struttura vecchia e risente anche del fatto che molte risorse sono state dirottate nella realizzazione della nuova struttura, sul cui futuro ancora non si hanno certezze. E' necessario fare sì che la nuova struttura sia resa operativa il prima possibile. Anche su questo Sernagiotto si è mostrato sensibile per una soluzione in tempi rapidi. Tutti questi aspetti, comunque, saranno al centro di un vertice sulle tematiche carcerarie e sul quadro generale che, come promesso dall’assessore, sarà presto convocato a Venezia”.

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