SANITA' ULSS 19 Il futuro incerto: "Se fusione dev'essere meglio con Chioggia" dice Massimo Barbujani, sindaco della città etrusca

Adria preferisce il mare

Adriano Marcolongo e Giuseppe Dal Ben
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Luca Zaia ne vorrebbe sette di Ulss, una per ogni provincia veneta, al posto delle attuali 22 più due poli universitari. La partita dei numeri si gioca sulla sanità dei cittadini e sulle strutture offerte dal territorio, la commissione regionale ne discuterà il 2 e 3 febbraio prossimi. Il sindaco di Adria, Massimo Barbujani (foto a lato), preferirebbe una fusione dell'Ulss locale con Chioggia piuttosto che con Rovigo. Per fare chiarezza il direttore generale Giuseppe Dal Ben invitato al consiglio comunale di Adria il 18 febbraio



Adria (Ro) – Il governatore del Veneto Luca Zaia ha espresso chiaramente la propria idea sul futuro delle Asl. Ne vorrebbe solo sette, una sola per provincia, anche se ha parlato solo a titolo personale. Comunque sia, un eventuale taglio delle Ulss potrebbe arrivare dopo il 2 e 3 febbraio, quando la quinta commissione esaminerà il nuovo piano regionale per il triennio 2012-2014.

Molte le voci contrastanti sul destino dell'azienda socio sanitaria adriese, soprattutto dopo la direzione “a scavalco” del direttore generale Giuseppe Dal Ben, chiamato ad operare anche in quella di Chioggia, ma le idee ancora non sono molto chiare.
“Nei giorni scorsi si sono succedute voci che  parlano della fusione di Adria con le Ulss di Rovigo o di Chioggia - commenta Daniele Ceccarello (Fli) -, la prima ipotesi sostenuta dall’assessore regionale Luca Coletto, la seconda dal consigliere regionale (cittadino adriese) Mauro Mainardi, entrambe le ipotesi poi negate a favore del mantenimento dello status quo”.

Due soluzioni diverse, ma Leonardo Padrin, presidente della commissione sanità sembra appoggiare l'idea di Zaia, mentre al momento Mainardi frena. Al momento, la Conferenza dei sindaci del Bassopolesine ancora non avrebbe assunto una posizione sul tema.
Difficili fare previsioni, tanto che la stessa giunta Barbujani ancora non ha una chiara idea di quale sarà il futuro della Ulss locale: “Ogni giorno c'è sempre qualcuno che smentisce quanto detto il giorno prima – spiega Barbujani -, ma come amministratore comunale, davanti ad una razionalizzazione, preferirei la fusione con Chioggia, che ci darebbe i numeri sufficienti per garantire l'Ulss com'è oggi, poiché il bacino lo permetterebbe”; e voci di corridoio sembrano confermare che Chioggia, non sarebbe molto propensa a fondersi nel mestrino.

Ceccarello, dall'altra parte, chiede chiarezza: “Il cittadino ha il diritto di essere puntualmente e preventivamente informato sulle ipotesi che realisticamente si pongono, prima fra tutte la possibilità che non solo l’Ulss venga assorbita da altre aziende quanto che l’ospedale possa perdere il suo ruolo, come sembra possibile alla luce del nuovo Piano socio sanitario, evento affatto remoto se viene ipotizzato  che lo stesso ospedale di Rovigo, forse insieme a quello di Belluno, divenga ospedale di rete (senza grandi specialità) e non hub come gli ospedali delle altre province venete”.

Adria correrebbe il rischio di perdere anche una quarantina di posti letto ed essere declassato, come spiegato dall'esponente di Fli: “Sarebbe però altrettanto opportuno che, appena possibile, il direttore generale dell’azienda Ulss 19 spieghi pubblicamente ai cittadini in dettaglio quali siano i suoi progetti in termini di servizi e di investimenti, questi ultimi non sempre comprensibili oggi alla luce dei continui tagli imposti alla Sanità”.
Lo stesso Dal Ben è stato invitato ad intervenire nel prossimo consiglio comunale del 18 febbraio, due settimane dopo la discussione in commissione del piano socio sanitario regionale.

 

Nicola Cappello

30 gennaio 2012

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