POLITICA PORTO TOLLE (ROVIGO) Nessuna faida tra bossiani e maroniani all'origine del caso Lega Nord nel Delta, quanto un cambio di casacca verso l'Udc stanato in tempo. Per Antonello Contiero, segretario provinciale del Carroccio, le cose sono andate

Spaccatura sul veto all'inciucio col centro

Ivano Gibin ed Antonello Contiero
MEDICA PORTO VIRO 730x90

Il caso di Porto Tolle non è riconducibile alle divisioni della Lega Nord nazionale. Lo dice il segretario provinciale del Carroccio Antonello Contiero (foto a lato), il cui dictat di passare dalla maggioranza all'opposizione ai suoi uomini dell'amministrazione di Porto Tolle guidata da Silvano Finotti, ha portato all'autosospensione di 148 iscritti e 21 sostenitori (leggi articolo).
A Porto Tolle si stava preparando una congiura politica per le elezioni comunali del 2013 che avrebbe tagliato fuori la Lega Nord in ogni caso, "tanto vale prevenirla" spiega Contiero. Il cambio di casacca premeditato era verso l'Udc, ove milita da poche settimane Renzo Marangon

 

Rovigo - "Sono tutte idiozie". Così Antonello Contiero, segretario provinciale della Lega Nord, etichetta il "caso Gibin" ripreso dalle cronache nazionali come esempio della rottura tra Umberto Bossi e Roberto Maroni a livello nazionale.
L'autosospensione dell'assessore di Porto Tolle dalla Lega Nord, seguito da 148 iscritti di cui 21 militanti, secondo il segretario polesano, non ha nulla a che vedere con le vicende nazionali e lo dichiara senza troppi giri di parole.

La questione, quindi, sarebbe tutta interna alla "Repubblica di Porto Tolle" come la chiama Contiero. La richiesta rivolta al sindaco Silvano Finotti di ritirare le deleghe a Ivano Gibin per assegnarle a Matteo Bernardi (leggi articolo) è stata dettata da altre motivazioni.
Sembra che Ivano Gibin fosse stato sul punto di uscire dalla Lega per entrare nell'Udc, partito a cui da poco ha aderito l'ex assessore regionale del Pdl Renzo Marangon. Per essere precisi, sarebbe rimasto nel Carroccio fino a fine anno per passare nel partito di centro ad inizio 2013, pochi mesi prima che il comune di Porto Tolle vada al voto.

E proprio gli accordi sottobanco in vista delle prossime elezioni sarebbero il motivo che ha fatto muovere Contiero, prima chiedendo a Finotti di sostituire Gibin in giunta, poi, davanti al "niet" di Finotti, uscendo dalla maggioranza e passando all'opposizione (leggi articolo). Al che Gibin e il consigliere comunale Paola Sacchetto hanno risposto picche: sono rimasti rispettivamente in giunta ed in maggioranza autosospendendosi dalla Lega Nord.

Gibin, interpellato sulla faccenda (leggi articolo), ha sempre dichiarato che il "bossiano" Contiero non ha mai digerito la sua amicizia con il sindaco di Verona Flavio Tosi, il quale è ai ferri corti con la segretaria nazionale, dopo che Gianpaolo Gobbo gli ha bocciato una lista civica con cui si ricandiderebbe alle prossime elezioni. Tosi gode dell'appoggio dell'ex ministro Maroni. Secondo la parlamentare polesana Emanuela Munerato le vicende nazionali non hanno alcun fondamento. "Il leader Umberto Bossi non è in discussione - spiega -. Nessuno vuole allontanarlo dal vertice della Lega o spaccare in due il partito, tanto meno Maroni legato a Bossi da una profonda e sincera amicizia".

Ma per il condottiero la "versione" di Gibin è solo fumo negli occhi: "Cosa c'entra Tosi? - commenta - Anch'io sono d'accordo che si debba ricandidare". Gli accordi sottobanco di Porto Tolle consistono, a quanto sembra, con il passaggio di Gibin nell'Udc che appoggerebbe la candidatura a sindaco di Silvana Mantovani (Psi) caldeggiata dallo stesso sindaco Finotti (che non è ricandidabile per la legge sul terzo mandato). Nella coalizione sembra che entreranno anche alcune persone del Pdl dell'area che fa capo all'assessore regionale Maria Luisa Coppola.

Il leader del Carroccio provinciale, quindi, si è messo di traverso a questi giochi che lo taglierebbero fuori dalle logiche della futura coalizione. Nulla a che vedere con l'amicizia tra Tosi e Gibin, quindi. Certo è che le misure adottate da Contiero non piacciono alla base, ovvero a militanti e iscritti. Anche l'onorevole Munerato afferma che non siano la strada giusta per governare il partito: "A Lendinara alcune persone sono state declassate senza motivo - conclude -. Si tratta di persone che hanno sempre lavorato per la Lega e che sono state al mio fianco per farla crescere. Bisogna tentare la strada del dialogo prima di arrivare a prendere questi provvedimenti".

 

Elisa Barion

30 gennaio 2012

Correlati:

BANCA ADIGE PO 730X90