
Il taglio dello stipendio dei deputati è applicato all'aumento per cui la busta paga sarà tale e quale a prima. Questi il sacrificio e la serietà dei nostri eletti in parlamento. Andrea Borgato (foto a lato), consigliere comunale del Pd di Rovigo e vicepresidente del gruppo Bachelet, constata con amarezza come in parlamento ci si burli dei cittadini vessati dalle tasse e dei giovani senza lavoro. Un paese a cui è scippata la fiducia della politica che solo una riforma della legge elettorale, con l'elezione diretta dei propri rappresentanti, può in parte restituire
Avevamo un po’ tutti provato, inutile nasconderlo, un senso di grande soddisfazione e finalmente ci sembrava che anche la politica avesse cominciato ad essere più attenta e solidale con il popolo quando, poco prima di Natale, fu annunciata una revisione dei compensi dei parlamentari.
Anche la politica avrebbe, quindi, partecipato concretamente ai sacrifici varati con il decreto “salva Italia” del governo Monti.
In questi giorni l’atteso annuncio che l’indennità dei deputati sarà ridotta di 1.300,00 euro lordi, pari a 700 euro netti mensili. Non è un taglio drastico ma sicuramente un segnale di un cambiamento di rotta in un paese, come il nostro, dove chi arriva ad essere eletto in Parlamento non può certo lamentarsi per il trattamento economico e pensionistico che gli viene, almeno sinora, riservato. Ecco, quindi, articoli in prima pagina sui quotidiani, titoli di testa sui telegiornali, news nelle varie rassegne stampa, davvero un grande evento!…
E invece sembra che ancora una volta la politica ci abbia fregati!
Lo si deve constatare, purtroppo, con tanta amarezza.
Pare che non ci sia stato, almeno per quanto concerne la Camera dei Deputati (attendiamo di conoscere meglio anche il provvedimento varato ieri per il Senato), alcun taglio effettivo (leggasi sacrificio) ma che si tratti soltanto di una riduzione di spesa dello Stato per l’applicazione del nuovo sistema contributivo anche per i parlamentari. Dato che è stato confermato in un’intervista di Silvana Mura dell’Idv che ha dichiarato: “alla fine noi prendiamo sempre quei 5mila euro di indennità”.
Questa sembra essere, dunque, la triste verità… Magari qualcuno riuscisse a smentirla! Una verità che brucia ancora di più mentre vengono diffusi i dati e sulla disoccupazione cresciuta all’8,9% con il 31% dei giovani che non trovano un lavoro.
Per l’italiano medio si preparano mesi e forse anni difficili con un carico fiscale che ha raggiunto livelli insostenibili rispetto a stipendi e salari che, parimenti, non crescono, con aumenti dei costi dei beni di consumo, con un futuro pensionistico meno agiato ma più sostenibile e solidale per le nuove generazioni. La “casta”, invece, continua a mantenere i suoi privilegi e a non rinunciare a niente!
Non si sono visti, in questa occasione, azioni eclatanti, mascherate per vestire i panni dei lavoratori, interventi altisonanti né di destra né di sinistra per proporre una vera revisione dei trattamenti affinché siano, quindi, più equi e partecipativi di una situazione economica grave che per l’ennesima volta ricade sulle spalle dei soliti noti.
Se davvero si vuole riavvicinare la politica alla gente e ricreare un clima di fiducia per preparare il futuro governo del paese sicuramente queste soluzioni “indecenti” non aiutano, anzi ampliano la voragine del rapporto tra eletti ed elettori. I tagli, purtroppo, si stanno facendo non alla politica ma alla democrazia, quella che non rende economicamente ma che è passione e “vocazione” al servizio per la propria comunità. Si pensi, ad esempio, alla riduzione del numero dei consiglieri comunali e dei loro permessi lavorativi affinché possano esercitare pienamente la loro funzione, alla prossima eliminazione delle rappresentanze provinciali, ecc..
Non si tratta di fare demagogia per creare quel rumore di fondo che mistifica o crea forzatamente la solita idea della politica sporca, affarona, pigliatutto ma di dire, ora più che mai, che è giunto il tempo di rinnovarla e di richiamare e premiare l’impegno serio, motivato e dedicato uomini e donne che hanno a cuore il bene del proprio paese, soprattutto nei momenti più complessi come quello che stiamo vivendo. E ciò potrebbe cominciare con la riforma della legge elettorale che permetta ai cittadini di ritornare ad eleggere i propri rappresentanti in Parlamento e non di avallarne le nomine.
Se il nostro sistema politico non prenderà sul serio e urgentemente il disagio e la disaffezione sempre più palpabili dell’opinione pubblica (non solo quella dei “forconi” e degli “indignati”) sarà responsabile di quei scenari sociali offuscati e bui che sembrano delinearsi e che potrebbero mettere a rischio la democrazia del paese facendoci rivivere ricorsi storici che credevamo appartenessero ormai soltanto al nostro passato.
email inviata da
Andrea Borgato
Consigliere Comunale
Vicepresidente Gruppo politico-culturale “V. Bachelet”

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