SICUREZZA TERRITORIALE DEL POLESINE Scontro tra il consigliere regionale Graziano Azzalin ed il presidente Coldiretti Mauro Giuriolo sul ruolo dei consorzi di bonifica

Il contrasto alla subsidenza è un problema di tutti

L'assemblea annuale dei Confagricoltura: l'intervento del presidente Mario Guidi
Mauro Giuriolo
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Il consigliere regionale polesano Graziano Azzalin (foto a lato), lunedì 30 gennaio, ha lanciato la proposta di rivedere il ruolo dei consorzi di bonifica. Secondo le sue parole, vista l'attività che svolgono a beneficio di tutto il territorio, non devono essere solo i consorziati a pagarne le quote. Il presidente di Coldiretti Rovigo Mauro Giuriolo non è d'accordo: "I costi dei consorzi non devono essere a carico dei cittadini polesani"



Rovigo - E' scontro tra il consigliere regionale polesano Graziano Azzalin e il presidente Coldiretti Mauro Giuriolo sul ruolo dei consorzi di bonifica. Nel corso dell'assemblea annuale dei Confagricoltura (leggi articolo), Azzalin, vicepresidente della commissione regionale Agricoltura, ha lanciato la proposta di intervenire su questi enti per rivederne le funzioni.

"La situazione che si è venuta a creare - aveva sottolineato il consigliere - è tale da far aumentare esponenzialmente gli oneri per i consorziati, che ricadono principalmente sul settore agricolo per un’attività che non è tuttavia funzionale solo all’agricoltura. Si rischia la paralisi delle attività di bonifica. Qui in Polesine conosciamo il valore di questo lavoro che deve essere attento e costante, ma non possiamo chiudere gli occhi di fronte al problema che si è venuto a creare".

Ma Giuriolo, presidenti di Coldiretti non è d'accordo e gli risponde per le rime: “In Polesine le opere di manutenzione e gestione della bonifica sono strettamente connesse con le attività di contrasto all’abbassamento del suolo, dovuto alle estrazioni metanifere degli anni ‘60. Ci meravigliamo che il consigliere regionale Graziano Azzalin non capisca che la nostra provincia ha dei costi suppletivi di bonifica rispetto agli altri territori e che questi costi devono essere sopportati dallo Stato e dalla Regione, e non dai cittadini polesani”.

Per Azzalin sarebbe necessario rivedere la legge 12 del'8 maggio 2009: "Sono da rivedere il rapporto con il settore idrico, i criteri di contribuzione e quelli di rappresentanza interna. Ci vogliono coraggio e responsabilità per rendere più sobrio ed efficiente un servizio imprescindibile per il territorio". A questo Giuriolo risponde: "Il provvedimento ha portato delle modifiche non volute dal mondo agricolo e votate un po’ da tutti i politici. Non entro nel merito se debba essere modificata. Non è un problema di legge e neppure di spartizione di poltrone nei consorzi di bonifica. Il Polesine è un caso particolare, proprio perché qui la bonifica deve contrastare tutti i giorni il problema della subsidenza".

Va ricordato che nel bilancio veneto in discussione in Regione, i capitoli dedicati alla bonifica sono stati drasticamente tagliati di tre milioni di euro. "Tagliare i finanziamenti significa mettere in forse questa necessaria attività. I consiglieri regionali polesani – commenta Giuriolo – devono avere presente la realtà del proprio territorio. Si possono fare migliaia di leggi di riforma ma questo non cambierà la realtà dei fatti, cioè la specificità, tutta e solo polesana, della continua lotta per contrastare l’abbassamento del suolo, per pompare l’acqua con le idrovore, per sbarrare la risalita del cuneo salino, che le altre province venete non conoscono. Tutti questi maggiori e specifici costi non dovranno mai essere a carico dei cittadini polesani".

1 febbraio 2012

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