
Il maltempo ostacola il lavoro del Lapecer. Il tecnico dei polesani Paolo Dal Fiume (foto a lato) è chiaro: "Nonostante tutto dobbiamo mettere dentro un po' di benzina, stare fermi sarebbe deleterio". Qualche acciacco: "Sabatini ha la febbre, Antonelli ha problemi al ginocchio"
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Rovigo - Non ci sono le condizioni per allenarsi sul campo. La neve e il ghiaccio stanno frenando anche la preparazione del Lapecer del presidente Luca Pavarin.
La squadra di Eccellenza, che lotta per salvarsi, dopo il blocco dei campionati regionali, sta provando a tornare al lavoro, anche se il maltempo complica i piani.
La domenica senza partite non ha favorito il Lapecer, che arrivava da tre risultati utili consecutivi e che, nel 2012, aveva invertito la rotta del girone d'andata. L'allenatore Paolo Dal Fiume ammette: "La pausa forzata non ci ha fatto sicuramente bene, ma credo che questo possa valere anche per le altre squadre. Si lavora poco e non in condizioni ottimali, non si può far diversamente". Ma come state programmando l'attività del gruppo? "Noi cerchiamo solo di allenarci per quanto sia possibile farlo. L'importante è mettere dentro un po' di benzina, stare fermi sarebbe deleterio. Dobbiamo pensare che domenica prossima abbiamo la partita con il Marano, fra l'altro una sfida impegnativa contro una squadra tosta". Le condizioni anche di elementi-chiave non sono le migliori... "Sì, perchè Alessio Sabatini ha la febbre e Vito Antonelli praticamente negli ultimi giorni non si è mai allenato, rimanendo quasi fermo per problemi al ginocchio. Altri ragazzi hanno avuto problemi logistici, la neve ha impedito gli spostamenti e non sono potuti arrivare a Rovigo". C'è il pericolo che il maltempo persista e che anche in questa settimana si possa lavorare esclusivamente in palestra o in strutture coperte. "Dovremmo essere più o meno tutti nelle stesse condizioni ma il problema è che non riesci ad allenarti. Questo è il serio pericolo, non puoi essere al meglio per affrontare le partite di campionato". Ma ieri si sarebbe potuti scendere in campo? "No. Non si poteva giocare. Volendo tutto si può fare ma ci sono dei limiti, quindi la decisione del comitato regionale, anche con il senno di poi, è saggia e inevitabile. Anche in Serie A hanno giocato, modificando però l'orario, a maggior ragione anche nei nostri campionati bisognava preservare i giocatori. Non ci sarebbe neppure stato pubblico e giocare sarebbe stato anomalo".
Simone Chiarion

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