CONSIGLIO COMUNALE OCCHIOBELLO (ROVIGO) Eurovo, l'opposizione presenta due mozioni sul cogeneratore di energia e sulla delocalizzazione dell'allevamento

Polli da trasferire, promessa da far rispettare

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Nella prossima seduta del consiglio comunale di Occhiobello, i gruppi di opposizione presenteranno due mozioni alla giunta per chiedere che gli allevamenti di polli dell'Eurovo non vengano riscaldati dal cogeneratore di energia (il progetto dell'impianto è stato approvato dalla Regione Veneto) e che mai si dia l'autorizzazione alla conversione per l'incenerimento o essicazione per la pollina. In una seconda mozione chiedono che il Comune faccia presentare alla ditta Eurovo il piano di delocalizzazione anticipata degli impianti


Occhiobello (Ro) - Gli allevamenti intensivi in batteria e il cogeneratore di Eurovo sono all'ordine del giorno di due mozioni dei gruppi consiliari di minoranza, Pdl, Lega Nord (foto a lato di Sauro Buoso) e Uniti per cambiare, nel consiglio comunale di Occhiobello, che le stesse lamentano non sia convocato da due mesi.

Due dunque i problemi di cui l'opposizione chiede chiarimenti. Nella prima mozione si pone in evidenza il caso del cogeneratore, nella cui autorizzazione regionale è previsto che il vapore dell'impianto serva anche a riscaldare le galline. L'opposizione chiede un impegno formale del consiglio a "non concedere tale impianto a servizio degli allevamenti e a non concedere possibilità di riconversione per l'incenerimento o l'essicazione della pollina, questo a tutela del benessere dei cittadini".

Con la seconda mozione, l'opposizione chiede alla giunta che si adoperi per far presentare ad Eurovo un "piano di delocalizzazione anticipata degli impianti, in quanto è incomprensibile che a tempi ormai così ravvicinati per la chiusura degli allevamenti, non si sia fatto alcun progetto in tal senso". Senza contare poi che l'Unione europea sta avviando le procedure per far pagare tale infrazione. Insomma "in tema di tasse aggiuntive i cittadini dovrebbero pagare per salvare gli allevatori inadempienti".

L'opposizione nelle mozioni fa appello a una normativa europea del 1999 che imponeva la dismissione degli allevamenti intensivi in batteria, lasciando un lasso di tempo di 13 anni per adeguarvisi, ora la proroga è al 2015. In campagna elettorale poi il sindaco Daniele Chiarioni e la maggioranza attuale avevano promesso un accordo con l'azienda per una delocalizzazione anticipata rispetto al termine previsto.

"Nessuno, - precisano in una nota i capogruppo consiliari di minoranza - e men che meno le opposizioni, sono contrarie né all'imprenditoria né alle attività di lavorazione di Eurovo, solo si chiede all'azienda un maggior rispetto per le normative europee, che poi hanno una ricaduta sull'ambiente, la salute dei cittadini, il benessere per gli animali e nella leale concorrenza con gli imprenditori che si sono già adeguati alle norme".

 


6 febbraio 2012

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