PROCESSO ENEL ROVIGO Gli amministratore e direttori della centrale di Polesine Camerini rinviati a giudizio, dieci gli imputati

Enel, i vertici ritornano in aula

Il pubblico ministero Manuela Fasolato con l'allora direttore della centrale Enel Renzo Busatto
Il giudice del tribunale di Rovigo Lorenzo Miazzi entra in centrale Enel a Polesine Camerini
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Rinviati a giudizio per il 24 settembre dieci amministratori e direttori del colosso energetico della centrale di Polesine Camerini di Porto Tolle (Rovigo), sulle loro spalle gravano le accuse di malattie respiratorie, asma e rinite allergica e malattie cardiovascolari, che avrebbero colpito soprattutto i bambini dai zero ai 14 anni 



Adria (Rovigo) – Con una riconversione a carbone ferma e due colpi giudiziari del 2011, prima con la sentenza della corte di cassazione e poi del consiglio di Stato, le vicende giudiziarie nel rodigino, per Enel, sono ben lontane dall'essere risolte.

Nella giornata di martedì 7 febbraio sono stati rinviati a giudizio dal Gup del tribunale di Rovigo, Alessandra Testoni, gli amministratori ed ex direttori del colosso energetico della centrale di Porto Tolle, per omissione dolosa di cautele contro disastri e infortuni sul lavoro, in concorso, dal '98 al 2009.

In totale sono dieci gli imputati a partire dall'amministratore delegato di Enel Fulvio Conti ed i suoi predecessori, Franco Tatò, dal 1996 al 2002 e Paolo Scaroni, fino al 2005. Stessa sorte anche i manager di Enel Produzione Alfredo Inesi, Antonino Craparotta, Giuseppe Antonio Potestio e Sandro Fontecedro; Leonardo Arrighi, il quale ha poi firmato il progetto di riconversione a carbone il sito di Polesine Camerini, poi gli ex direttori Renzo Busatto e Carlo Zanatta.

Il Gup ha accolto la richiesta del Pm Manuela Fasolato e secondo l'accusa, gli imputati, nei periodi di rispettiva competenza, avrebbero omesso di collocare e far collocare impianti e apparecchi destinati a prevenire disastri ambientali e infortuni sul lavoro.

A dare forza all'accusa la perizia che lega l'insorgenza e l'accentuarsi di malattie respiratorie, asma e rinite allergica e malattie cardiovascolari, che avrebbero colpito soprattutto i bambini dai zero ai 14 anni a causa dell'inalazione e ingestione di sostanze inquinanti emesse in atmosfera proprio dalla centrale ad olio combustibile e come segnalato dalla Procura rodigina nel periodo tra il '98 ed il 2002 c'è stato un aumento dell'11% dei ricoveri, proprio legati a patologie respiratorie.

Per la Procura i dieci sarebbero responsabili di aver mancato all'adeguamento degli impianti, nonostante le direttive emesse dall'Unione Europea.

Nicola Cappello

8 febbraio 2012

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