GRANDI MOSTRE IN ITALIA Circa 5 mila prenotazioni per l'esposizione "Il Divisionismo. La luce del moderno" a palazzo Roverella. Inaugurazione venerdì 24 febbraio al teatro Sociale con Philippe Daverio

Fervente attesa per le nuove emozioni

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Sabato 25 febbraio, a palazzo Roverella a Rovigo, aprirà i battenti al pubblico la mostra "Il Divisionismo. La luce del moderno" promossa dalla Fondazione Cariparo e curata da Dario Matteoni e Francesca Cagianelli. Tutto fa presupporre che si tratterà di una mostra di successo: a tre settimane dall'apertura, il numero delle prenotazioni sta per superare livello cinquemila, più del doppio rispetto all'anno scorso in occasione della mostra sulla pittura in Italia all'epoca di Fortuny. Alla cerimonia inaugurale di venerdì 24 febbraio al teatro Sociale sarà presente il critico d'arte Philippe Daverio


Rovigo - Benché manchino oltre due settimane all’inaugurazione della mostra di Palazzo Roverella "Il Divisionismo. La luce del moderno", le prenotazioni stanno superando quota 5 mila. L’esposizione sembra già un successo mentre fervono i preparativi in vista dell’apertura al pubblico di sabato 25 febbraio.

La cerimonia inaugurale si terrà venerdì 24 alle 17.45 al teatro Sociale di Rovigo. Presente in sala ci sarà Philippe Daverio, celebre critico d’arte e giornalista televisivo. A Rovigo, Daverio si soffermerà sull'importanza del Divisionismo mettendo in relazione questa pittura con il momento storico che vide, in Italia, prendere piede questo affascinante movimento artistico.

I curatori della mostra, Dario Matteoni e Francesca Cagianelli, assicurano che l’esposizione non sarà solo una "gioia per gli occhi" ma rappresenterà anche un momento di approfondimento della storia dell'arte in Italia tra fine Ottocento e primi Novecento. Al Roverella giungeranno infatti capolavori celebri e ben conosciuti insieme a opere affascinanti ma inedite, perché sino ad oggi gelosamente custodite in case private e mai prima concesse per una esposizione. Opere che anche gli stessi storici dell'arte non sempre hanno avuto, sino a questa occasione, la fortuna di ammirare.

Il dato sulle prenotazioni, come detto, fa ben sperare, soprattutto mettendolo in relazione con le prenotazioni degli anni scorsi. Le prenotazioni di quest'anno, infatti, sono più del doppio di quante non fossero quelle per la precedente mostra sulla pittura in Italia all'epoca di Fortuny, alla stessa distanza temporale dalla mostra.

9 febbraio 2012

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