
Rovigo - La questione sicurezza in Polesine sotto la lente d'ingrandimento a Salonicco, in Grecia. Lunedì 13 febbraio una delegazione di 14 persone, guidata dal vicepresidente Guglielmo Brusco, è partita per la città greca per partecipare alla conferenza finale di martedì 14 e mercoledì 15. Il progetto ha coinvolto sei Paesi, ovvero Italia, Spagna, Polonia, Grecia, Bulgaria e Romania. Consisteva nell'analisi dei dati relativi alla sicurezza rilevati, in Polesine, nei comuni di Adria, Rovigo e Badia Polesine. Si tratta della fase finale del progetto europeo Safeland a cui la Provincia di Rovigo ha aderito nel 2008 (leggi articolo).
Davanti ad un pubblico di oltre 200 rappresentanti dei Paesi coinvolti, Brusco ha esposto i dati raccolti attraverso gli incontri con i cittadini, gli studenti e gli operatori scolastici.
A Rovigo nel 2010 ai partners europei erano stati presentati i risultati dell’indagine (leggi articolo). Se per i polesani un buon vicinato ed una maggiore presenza delle forze dell’ordine erano gli elementi per sentirsi più sicuri, creazione di aree sicure, seminari informativi e corsi di sicurezza personale erano stati i punti condivisibili con gli altri Paesi.
Della delegazione polesana a Salonicco fanno parte l'assessore Oscar Tosini, il consigliere Fiorella Cappato, la consigliera di parità Anna Maria Barbierato, esponenti politici e amministrativi e delle forze dell’ordine dei comuni di Adria e Rovigo, due esponenti della Polizia provinciale, la presidente dell’associazione Ametiste, alcuni tecnici dell’ufficio Statistica e sicurezza della Provincia, Marchetto esperto ed autore di testi sulla sicurezza e una interprete.
Il progetto Safeland, secondo le parole di Brusco, è stato "molto impegnativo perché è stato necessario andare in mezzo alla gente, nelle case, nelle scuole, nei quartieri a sentire quello che era lo stato d’animo e il pensiero dei cittadini".
Durante il proprio intervento, l'assessore ha sottolineato: "La nostra mission è quella di parlare di sicurezza senza spaventare la gente. Ai nostri cittadini diciamo sempre “sicuri sì, ma senza paura”. Ma siamo anche per il rifiuto a qualsiasi richiamo alle razze o alle etnie per giustificare problemi di sicurezza, che per noi derivano solo da gravi problemi sociali o da insufficiente organizzazione della giustizia e delle forze dell’ordine o da tutte due le cose messe insieme”.

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