CONSIGLIO COMUNALE PORTO VIRO (ROVIGO) Approvato all'unanimità un ordine del giorno per sostenere i Cantieri navali Visentini in crisi

Un patrimonio che non va disperso

I cantieri navali Visentini
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Consiglio comunale aperto a Porto Viro, martedì 14 febbraio, richiesto dall’opposizione, per fare il punto sull’emergenza della cantieristica navale, visto il lungo momento di inattività e stallo che stanno vivendo i Cantieri navali Visentini, azienda che ha 55 dipendenti diretti, ma una rete di commesse e subappalti che offre lavoro ad altri 600 operai circa


Porto Viro (Ro) – La crisi dei cantieri navali Visentini di Porto Viro ha riunito il mondo politico. Il consiglio comunale aperto, tenuto in una gremita sala Eracle, martedì 14 febbraio, si è chiuso con un ordine del giorno approvato da tutte le parti, per cercare di dare un sostegno e salvare questa realtà lavorativa, in sinergia con Provincia e Regione.
Nel consiglio comunale, richiesto dall'opposizione, si è cercato anche di fare chiarezza sulle cause che hanno portato alla decisione di chiudere, mettendo a rischio 650 posti di lavoro ma non c'era nessuno della proprietà a presenziare e a dare risposte concrete.

“C'è una mancanza di commesse su scala mondiale – spiega il sindaco Geremia Gennari  (foto a lato) -, alla fine ci siamo impegnati, oltre a cercare delle risorse e sostenere questa realtà, di monitorare la situazione e cercare di stabilire un percorso per uscire da questa crisi”.
“La politica portovirese ci mette la faccia com'è giusto che sia – commenta il capogruppo del Pd, Thomas Giacon – e la proprietà, però, dovrà fare necessariamente la sua parte, soprattutto dirci cosa veramente vuole fare, dato che di sicuro non svolgerà di certo un ruolo marginale in questo percorso”.

Molte le domande poste. In primis se l'azienda ha preferito delocalizzare il lavoro: “Il problema è legato alla mancanza di commesse o alla semplice volontà di chiudere perché l’attività non è più redditizia come una volta? - chiede Giacon - Questo lungo stallo è solo provvisorio per riorganizzare l’azienda ad un altro tipo di produzione oppure no?”.
Inoltre, la proprietà non avrebbe nessun tipo di difficoltà economica, come denunciato dal capogruppo del Pd: “stiamo discutendo di un’azienda fortunatamente sana, che potrebbe anche aver deciso dalla sera per la mattina di chiudere i battenti, consapevoli di aver guadagnato quanto basta in questi anni”.

Anche la Regione è stata rappresentata, oltre alla Provincia con il presidente Tiziana Virgili, ma dalla dirigente Paola Fusetti, della direzione regionale lavoro che ha portato il saluto della giunta. Inoltre, in sala erano presenti diversi rappresentanti dei comuni del Delta del Po: il sindaco di Adria Massimo Barbujani, il sindaco di Loreo Bartolomeo Amidei, il sindaco di Rosolina Franco Vitale insieme all’assessore al lavoro Giovanni Crivellari, il vicesindaco di Porto Tolle Massimino Zaninello, oltre alle rappresentanze sindacali e i segretari provinciali di Sel e Fds.

“Quello dei cantieri navali è un patrimonio che non possiamo permetterci di disperdere – commenta il consigliere regionale Graziano Azzalin, che ha firmato anche un’interrogazione dedicata, presentata dal collega Pietrangelo Pettenò (Fds) – Oltre a un’attività industriale fondamentale per il nostro territorio, l’unica fra le tante che forse risponde veramente a una vocazione del Delta e ad un suo possibile sviluppo futuro”.
Non rassegnarsi e tenere duro, secondo Azzalin, la ricetta per uscire dal pantano, oltre ad invitare la stessa Regione ad esercitare forti pressioni sul governo: “Il primo passo può essere proprio quello di inserire la cantieristica polesana nel distretto dell’Alto Adriatico, in un’ottica di gestione comune della crisi che sta vivendo anche Fincantieri”.

 

Nicola Cappello

15 febbraio 2012

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