PESCA PORTO TOLLE (ROVIGO) Conta dei danni del maltempo sulle colture dei militi. Spazzata via l'80% della produzione 2012, un milione di euro la perdita

Apocalisse al largo, comparto ittico a terra

Da una prima indagine sommaria è andato perduto tra il 50 e l’80 per cento del raccolto di cozze, per un danno stimato di 800-900 mila euro
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I pescatori di Porto Tolle (Rovigo) calcolano i danni causati dal maltempo. Dopo aver chiesto lo stato di calamità naturale, i rappresentanti del settore ittico calcolano di aver perso quasi tutti i vivai di cozze al largo (foto a lato), per una perdita che si dovrebbe attestare attorno i 900 mila euro, dei quali 700 mila solo nella marineria di Pila


Porto Tolle (Ro) - “Oggi affrontiamo un'altra dolorosa e triste realtà, quella degli armatori che con le loro unità asservite agli impianti long line di mitilicoltura, si sono trovati di fronte ad un vero e proprio scenario apocalittico”.
Non usa mezzi termini il presidente della Coop Pila e direttore del mercato ittico della frazione di Porto Tolle, Virginio Tugnolo, che è costretto, assieme a tutti i suoi colleghi, ad incassare un nuovo e duro colpo.

L'indomani della denuncia fatta da Fabrizio Boscolo, della Coop Villaggio Pescatori di Pila, si continua a fare i conti con i danni al prodotto, oltre a quelli causati dalle bocche a mare ostruite (leggi articolo).
Già il mercato ittico, rispetto agli anni scorsi, ha subito un calo del fatturato del 45% e a questo vanno ad unirsi i danni per la perdita di quasi tutti i vivai di cozze al largo, che si dovrebbero attestare attorno i 900 mila euro, dei quali 700 mila solo nella marineria di Pila (leggi articolo).
Un nuovo anno nero per la pesca nazionale ed il settore ittico, in Polesine, è la prima economia capace di creare migliaia di posti di lavoro, con soli 1800 permessi di pesca solo a Porto Tolle.

“Intere strutture di allevamenti per le cozze – continua Tugnolo – sono state spazzate via dal mare impetuoso delle scorse settimane. L'80% della produzione del 2012 persa e calcolando i danni subiti da altre realtà arriviamo ad ipotizzare una perdita totale di diversi milioni di euro, che andranno a colpire tutta la filiera. Poi dobbiamo aggiungere i danni alle strutture, vista la perdita di boe, filari e rovesciamento dei sistemi di ancoraggio”.

Non è la prima volta. Già in passato la marineria aveva presentato una perizia per un caso simile, per un ammontare di 700 mila euro e solo nei prossimi giorni sarà possibile fare una stima dei danni totali.
“Vorrei che Regione, Provincia e Comune si facessero interpreti del nostro grido di aiuto – continua Tugnolo -. Si chieda al governo con forza di attivarsi quanto prima. I riflettori dei mass media non possono essere rivolti solo ad un settore, quello agricolo, con tutto il rispetto parlando, come spesso accade in questi frangenti di calamità naturali. Ci si dimentica del mare troppo spesso e si ignora che esiste una economia altrettanto importante. A rischio nono sono solo le produzioni, ma anche centinaia di posti di lavoro, con risvolti sociali inimmaginabili, vista l'esposizione che molti dei nostri pescatori hanno con i vari istituti di credito”.

Morale a terra, nonostante il buon esito del vertice svolto in prefettura nella mattinata di mercoledì 15 febbraio, i pescatori hanno richiesto lo stato di calamità naturale per il maltempo tramite il Comune di Porto Tolle, mentre venerdì mattina dovrebbero già iniziare i lavori di escavazione delle bocche a mare ostruite vicino al porto di Pila: “Nella speranza – conclude Tugnolo -  che le parole e gli impegni non rimangano tali, come purtroppo abbiamo spesso denunciato negli anni scorsi”.

 

Nicola Cappello

16 febbraio 2012

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