
Rovigo – La Federazione della sinistra chiede che la Regione ed il Comune di Porto Tolle si costituiscano parte civile nel processo contro Enel, iniziato qualche settimana fa con il rinvio a giudizio di dieci dirigenti della centrale di Polesine Camerini (leggi articolo), con l'accusa di aver creato danni alla salute con il funzionamento della struttura ad olio combustibile.
“Le istituzioni devono difendere il cittadino e chiedere un risarcimento – spiega il coordinatore provinciale Lorenzo Feltrin (foto a lato) –, è stato dimostrato che c'è stata una maggiore incidenza di malattie tipiche delle centrali ad olio combustibile, se Regione e Comune non si muoveranno in questa direzione ci sarebbero tutti i presupposti per un danno erariale”.
La stessa proposta è stata presentata in consiglio regionale dal consigliere Fds Pietrangelo Pettenò, nella quale chiede alla giunta di costituirsi parte civile “al fine di ottenere un congruo risarcimento per i danni arrecati alla popolazione, all’ambiente, alle attività economiche venete, anche con riferimento alla compromissione dei diritti delle future generazioni”.
Questo anche in vista del nuovo statuto della Regione, come spiegato sempre dal consigliere, che in uno dei suoi punti prevede la tutela della qualità della vita, la salute dei cittadini, l’ambiente ed il paesaggio, nonché “l’aria, la terra, l’acqua, la flora e la fauna quali beni e risorse comuni”.
Sia il coordinatore che il consigliere regionale sono d'accordo su dove destinare i fondi in caso di un risarcimento: “Dovrà essere destinato integralmente a finanziare attività di tutela, promozione, valorizzazione dell’ambiente e delle attività economiche tradizionali e sostenibili del Parco del Delta del Po Veneto – conclude Pettenò -, con particolare riferimento alla pesca, al turismo, all’agricoltura e alla riqualificazione energetica ed ambientale degli edifici”.
Nicola Cappello

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