
Il Movimento cinque stelle di Adria (Rovigo) non ci sta con la scelta dell'amministrazione comunale di appoggiare il progetto della centrale a biomasse a Cavanella Po. Omar Barbierato di Impegno Comune denuncia i fatti e chiede certezze
Adria (Ro) – Sulla centrale a biomasse di Cavanella Po stanno già nascendo i primi attriti, specie dopo la presentazione fatta nella serata giovedì 16 febbraio. La scelta della giunta adriese di promuovere l'impianto non è andata giù ai movimenti di Impegno Comune e Cinque Stelle.
“Secondo noi il dato di partenza per l’amministrazione comunale di fronte a queste proposte imprenditoriali deve essere l’analisi dello stato dell’arte del nostro territorio – spiega Omar Barbierato di Impegno Comune -, che purtroppo per la qualità dell’aria è già oggi una delle zone più inquinate d’Europa”.
Un appello a sindaco e giunta, per cercare di ottenere un piano energetico regionale, che tenga conto dell'effettivo fabbisogno energetico e della salute dei cittadini.
“I relatori dell’impresa hanno ammesso che il progetto si sostiene economicamente sugli incentivi statali – commenta Barbierato - i quali soldi vengono trattenuti dalle nostre bollette energetiche, in quanto il costo della materia prima, il trasporto (25 giorni circa di viaggio su navi container, più i viaggi su tir o bettoline in Indonesia e in Italia) non sono giustificati dal bassissimo rendimento energetico dell'impianto (inferiore al 20%)”.
Non è chiaro quale sarà l'impatto ambientale: “la certificazione della materia prima avverrà esclusivamente all’atto della partenza dall’Indonesia – continua poi Barbierato -, e non come erroneamente scritto, all arrivo presso la dogana di Ravenna; non è chiaro il numero, i tempi e il tipo di posti di lavoro che si vogliono realizzare nelle quattro fasi progettuali previste, con il rischio di non vedere realizzate le trentacinque nuove assunzioni sbandierate a mezzo stampa qualche settimana fa dalla nostra amministrazione”.
Non è stato negato il fatto che in futuro la centrale potrebbe essere usata come inceneritore, come denunciato da Barbierato che chiede che vengano studiate alternative.
“Il messaggio è passato chiaro e forte a tutti giovedì sera: “questa centrale s’ha da fare” - commenta invece, Cristina Caniato del movimento Cinque Stelle -, nonostante il malcontento di molti: ambientalisti, movimentisti e cittadini indignati, nonostante le domande e le obiezioni di molti che non hanno avuto concrete ed esaustive risposte”.
Non subire le decisioni ed anche questo movimento chiede una preventiva pianificazione energetica anche a livello comunale: “Vorremmo che l’amministrazione comunale si facesse portavoce dei cittadini e del territorio e pretendesse le minime rassicurazioni da parte di questa, per noi, insensata attività produttiva”.
Uno screening clinico dello stato di salute della popolazione ed un monitoraggio ambientale, prima di decidere per il sì alla centrale: “Chiediamo che vengano stabilite da subito tutte le misure correttive o di risarcimento qualora venisse segnalato il manifestarsi di eventuali emergenze ambientali affinché sia possibile intervenire nei modi e nelle forme più opportune per evitare che si producano eventi irreversibili e gravemente compromissivi della qualità dell’ambiente e della salute”.
Inoltre, si chiedono garanzie per i 35 posti di lavoro annunciati: “Oggi il Comune di Adria ha aderito a quell’iniziativa positiva nel senso del risparmio energetico che è “M’illumino di meno”, ecco, ora dia segno di vita, responsabilità e coraggio mettendo in campo l’inziativa “Adriesi, vi soffoco di meno”.
Nicola Cappello

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