PESCA ROVIGO Taglio ai fondi destinati al comparto ittico, Fds critica la Regione e chiede il mantenimento degli stanziamenti degli anni precedenti

Cornuti e mazziati

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Federazione della sinistra, per voce del consigliere regionale Pietrangelo Pettenò, chiede che la Regione Veneto mantenga gli stanziamenti al comparto della pesca uguali a quelli del 2010. In questo modo si garantirebbe la manutenzione ordinaria che favoriscono lo svolgimento regolare delle attività. Inoltre chiedono una "cassa integrazione" anche per i pescatori entro le tre miglia e per i mitilicoltori


Rovigo - Non è bastato il maltempo con la sua razzia agli allevamenti dei mitili (leggi articolo) e nemmeno un calo del fatturato del 45% del settore. E' in arrivo un taglio di 5 milioni di euro rispetto il 2010 e 4 milioni rispetto al 2011. Questo il ribasso dei fondi previsti dalla Regione per il comparto caccia e pesca, come annunciato dal consigliere regionale Pietrangelo Pettenò durante la conferenza stampa di lunedì 20 febbraio a Rovigo.
Le previsioni di bilancio sono in fase di discussione da parte delle diverse commissioni e il tema sarà affrontato in consiglio regionale il prossimo 6 marzo.

"Questo vuol dire meno attività di manutenzione, meno aiuti ai pescatori per il riciclo delle loro attrezzature, - commenta Pettenò assieme al portavoce provinciale Fds Lorenzo Feltrin e al consigliere del Comune di Porto Tolle Claudio Bortolotti -, la proposta che ci ostiniamo a fare da anni è quello non di tagliare ma di mantenere almeno l'indispensabile come nel 2010, oltre che studiare un modo per implementare una "cassa integrazione" anche per i pescatori entro le tre miglia e per i mitilicoltori".

Per i tre esponenti bisogna continuare a salvaguardare le specificità del territorio, oltre a lasciare la gestione dei diritti esclusivi di pesca alla Provincia: "La quale attraverso convenzioni con gli operatori si adoperi per ampliare il raggio d'azione del pescato - continuano -, siamo contrari a divisioni in senso privatistico delle lagune: queste devono rimanere demaniali e le concessioni riviste periodicamente".

Più volte è stata denunciata, da parte degli esponenti del partito, la poca attenzione del mondo politico verso questo settore, che ricopre un importanza primaria per fatturato e numero di addetti.
Il trend, insomma, continuerà ad essere negativo, mentre i pescatori continuano ad invocare aiuti, per cercare di uscire da una crisi settore che imperversa da troppi anni.
"La pesca ci tocca da vicino come polesani - spiegano i tre -, se pensiamo che in questo settore fatturano dai 300 ai 500 milioni ogni anno solo gli addetti alla raccolta dei molluschi, che conta una forza di oltre 1500 operatori, possiamo ragionevolmente affermare che è senz'altro il settore trainante dell'economia nostrana". Per questo viene richiesta maggiore attenzione ed aiuti mirati a preservare la categoria.

"Oltre a ciò, la Regione dovrebbe impegnarsi a facilitare tutti quegli interventi di manutenzione ordinaria che favoriscono lo svolgimento regolare delle attività - concludono - come le bocche a mare nel porto di Pila, ostruite. La Regione è un ente che può legiferare: basterebbero pochi articoli "studiati" su misura per togliere un po' di burocrazia. Insomma sarebbe bene che la Regione si impegnasse a dimostrare che anche il Polesine è in Veneto, e che non serve avere sempre un "padrino politico" per avere un minimo di attenzione".

 

Nicola Cappello

20 febbraio 2012

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