
A quanto pare il “misfatto” è compiuto. Con l’approvazione del Pat da parte della Regione, grazie alla variante voluta dall’amministrazione Piva e da Veneto Strade, la passante nord correrà a sud del Ceresolo.
Come Gruppo “V.Bachelet” ribadiamo che si tratta di un “misfatto” costruito nel tempo con una sequenza di errori, omissioni e amnesie di cui sono responsabili in molti e con colori politici diversi. La soluzione oggi approvata è stata resa ineluttabile, logica ed economica non dal “fato”, ma da precise decisioni che sono state prese nell’arco di circa 20 anni, in dispregio della programmazione urbanistica prevista fin dagli anni ’80 e sostenuta dalla popolazione.
In questo senso una conferma è venuta dall’assemblea del comitato Commenda est che pochi giorni fa rinnovando i suoi organismi ha ribadito l’opposizione al tracciato a sud del Ceresolo, chiedendo un incontro urgente al sindaco. Abbiamo avuto modo di scambiare due parole con Bruno Piva che seraficamente ci ha detto: “da qualche parte deve passare, poco importa se a sud o a nord”. Premesso che il disegno viario va completato, resta il fatto che l’affermazione è superficiale e vogliamo pensare sia stata solo una battuta dell’amico sindaco.
L’errore di prospettiva nasce proprio con l’abbinamento fuorviante al termine “parco Langer”. Infatti, il disegno urbanistico nell’area prevedeva (usiamo il passato, ma non rinunciamo a sostenerlo) un grande parco da viale Porta Adige fino alla Tangenziale est, con il fiume accanto. Di quest’area che verrà interamente dispersa dal tracciato approvato, il “parco Langer rappresenta solo una piccola parte, storicamente importante, ma sostanzialmente secondaria nel disegno complessivo. Quando Comune e Veneto Strade si riferiscono alla sistemazione dell’area residua, fanno allusione al ex-tiro a segno, solo dal 1986 denominato parco Langer e in questo modo danno un’informazione decisamente riduttiva alla cittadinanza. Inoltre non chiariscono che fine farà il resto dell’area costantemente al centro di altri appetiti.
Con questa soluzione, ripetiamo costruita a tavolino per renderla ovvia, i cittadini avranno una strada che si poteva realizzare altrove senza difficoltà e perderanno invece definitivamente la possibilità di dotare la città di una parco di stile europeo che ha senso solo lì, con il Ceresolo accanto.
Le responsabilità di ciò sono diffuse e diversamente colorate, va ribadito, anche se alcune sono maggiori di altre. Come gruppo - se possibile - non vogliamo entrare in polemica, ma solo ristabilire un po’ di chiarezza. Una cosa però va detta, ovvero che il guaio maggiore fu la decisione di dare il via alla progettazione di Veneto Strade con la realizzazione della rotatoria “incompiuta” in Commenda est. Quando, il sindaco del tempo, Paolo Avezzù, fu interpellato, disse che così vuole Veneto Strade, al che la domanda che gli fu posta fu: “ma in città comandano i cittadini o i burocrati?” Una domanda valida ancora oggi.
I cittadini sono sempre stati contrari e il gruppo “V.Bachelet” vuole esprimere soddisfazione per la nuova presa di posizione del comitato Commenda est e spera che ci sia ancora margine per un ripensamento da parte dell’amministrazione.
In questo senso chiede che anche i partiti prendano posizione in modo esplicito, come hanno fatto il Psi e i consiglieri comunali Andrea Borgato (a nome del Gruppo “V.Bachelet”) e Federico Frigato, affinché, se il “misfatto” sarà reso operativo, divengano chiate ai cittadini le responsabilità politiche ed amministrative. Tenendo conto, peraltro, che le risorse finanziarie sono poche e sarebbe interessante valutare cosa sarebbe meglio finanziare prima, se la tangenziale ovest o la passante nord. Per parte nostra non ci sono dubbi: il completamento ad ovest è il più urgente, mentre per la passante si dovrebbe tornare al disegno originario del Pat.
E mail inviata da
Francesco Milan
presidente gruppo politico-culturale “V.Bachelet”
Rovigo

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