
Adria (Ro) - Nessuna contrarietà a creare posti di lavoro, ma le maestranze ad esser coinvolte nella futura centrale di Cavanella Po si limiteranno a quattro unità, due per turno.
Lo denuncia il consigliere dell'opposizione in forze all'Idv Rosa Barzan, dopo la presentazione del 16 febbraio nella frazione adriese: "Ci saremmo aspettati scelte che andassero a risolvere più radicalmente il problema occupazionale - spiega -. Si ricordano a questo proposito le promesse fatte dal sindaco durante la campagna elettorale il quale affermava “….. che il nostro territorio aveva già dato per quanto riguardava gli insediamenti che possono mettere a rischio la salute pubblica….” e proponeva, in alternativa, l’agricoltura con una adeguata politica di valorizzazione dei prodotti tipici, magari biologici, in sintonia con il territorio di Adria “porta del Parco del Delta del Po".
Una zona più adatta all'agricoltura, come ricordato da Barzan "e sorretto da un terziario indispensabile per sostenere l’economia ora purtroppo in crisi".
La nuova centrale a biomasse userà il guscio del frutto della palma, di origine indonesiana e produrrà energia elettrica da immettere nel circuito nazionale, ma per altre regioni, come spiegato dall'esponente locale di Idv.
"Rimane il dubbio che i gusci del nocciolo del frutto della palma da olio, che verranno bruciati, siano stati trattati, nei luoghi di coltivazione - continua -, con prodotti chimici devastanti che nei paesi occidentali si sta cercando di eliminare".
Centrali convenienti ma solo se di piccole dimensioni e alimentate con materie prime locali: "In questo caso invece la convenienza è solo del proprietario dell’impianto che godrà per ben 15 anni di sostanziosi incentivi statali, cioè pagati con le nostre tasse".
Alla presentazione, per la giunta, è intervenuto l'assessore Fabio Panetto che ha appoggiato l'opera come soluzione ai bisogni di energia.
"Ricordiamo che il progetto di riconversione della centrale a carbone di Polesine Camerini non si è fermato e che il nostro territorio rischia di diventare un polo energetico pericolosissimo per la nostra salute - continua -. Ci chiediamo se il processo ai dirigenti Enel non abbia insegnato proprio niente a questi amministratori. Ricordiamo poi gli ulteriori danni nei Paesi dove si coltiva la palma da olio. Qui infatti si verifica un disboscamento inesorabile delle foreste naturali, per lasciar posto alla coltivazione della pianta stessa da cui si ricava il combustibile utilizzato dalla centrale per ricavare energia elettrica, acuendo il ben noto problema del buco dell’ozono".
Per Barzan questo è l'ennesimo caso dove la maggioranza ha deciso su una questione importante, senza coinvolgere l'opposizione: "Continuano ad ignorare non solo la responsabilità di cui sono stati investiti, ma anche i loro doveri nei confronti di tutti i cittadini, anche di quelli che non li hanno votati, e sono tanti. Vi è la volontà da parte loro di amministrare con atteggiamenti “da padroni”, dimostrata anche nell’incontro che si è svolto a Cavanella Po, dove i pareri contrari di chi si opponeva al progetto davano evidente fastidio tanto che la riunione si è chiusa con un parapiglia generale. Attendiamo comunque le risposte del sindaco e dell’assessore competente alla nostra interrogazione calendarizzata in uno dei prossimi consigli comunali, anticipando che non accetteremo risposte alle quali siano chiamati a rispondere dipendenti o altri soggetti in loro vece".
Nicola Cappello

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