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Meno della metà rispetto a 5 anni fa. La Lega Nord ferma al 6,5% per il Senato a livello provinciale. Per quanto male andò nel 2008 rispetto al dato regionale del 26,05%, ancora contava il 15,61%. In ogni caso il Carroccio polesano può contare su una senatrice, Emanuela Munerato (foto a lato con il Prefetto Provolo), quarta nella lista regionale per palazzo Madama
Rovigo - “Facciamo un patto, non chiamatemi senatrice, mi invecchia, chiamatemi ancora Manu”, Emanuela Munerato ha passato l’intero pomeriggio in Prefettura per attendere l’ufficialità della sua elezione in Senato ed ironizza sul nuovo titolo. La debacle della Lega Nord in Veneto non ha compromesso l’unica rappresentatività di centrodestra per il Polesine a Roma, infatti Munerato sarà l’unica portabandiera della coalizione Pdl - Lega Nord a rappresentare la provincia.
“E’ stata una batosta - afferma Munerato guardando il maxi schermo coi dati della Lega Nord - Dobbiamo ricostruire il partito sin da subito, per vincere la Lombardia abbiamo perso elettori in Veneto e nelle altre regioni e sicuramente hanno dato il loro consenso al fenomeno Grillo”. Emanuela Munerato si sofferma poco a commentare il dato politico, ma guarda al presente ed il suo pensiero vola subito alle colleghe di lavoro dell’azienda Contifil che sono in cassa integrazione, “Lo sarei anch’io se oggi non fossi stata eletta - afferma - con loro mi sono già impegnata a trovare una soluzione, sono 50 donne che non meritano di perdere il lavoro. Ma per il Polesine intendo, sin da subito, lavorare per avviare la riconversione della centrale di Polesine Camerini, mi rendo conto che il governo probabilmente durerà poco, ma per quanto breve sarà devo dare un segnale al nostro territorio, prossimo al tracollo”.
In prefettura è arrivato anche il segretario provinciale della Lega Nord Antonello Contiero che si è congratulato con la senatrice Munerato. “Oggi dobbiamo prendere atto che la gente non ha gradito l’alleanza con Berlusconi - afferma Contiero - dopo che la segreteria nazionale ha spiegato e predicato che non ci sarebbe stata nessuna alleanza ci ha puniti, seppur la scelta è stata fatta consapevolmente per la creazione della macroarea del nord con la conquista della regione Lombardia”.
Il leader provinciale prosegue la sua analisi politica ed imputa ai partiti la colpa del “disastro di oggi. Il boom che Grillo ha avuto è da imputare esclusivamente ai partiti, che dopo vent’anni di governi di centrodestra e di centrosinistra non sono riusciti a governare il paese. Devono fare un grande mea culpa. La Lega ora deve andare oltre, guardare il futuro come grande partito e circondarsi di tutte liste civiche composte dagli insoddisfatti del Pdl e del Pd per governare il territorio”.

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