POLITICA ROVGO POLITICA LEGA NORD Luca Zaia, governatore del Veneto, a Villa d'Adige in provincia di Rovigo, ribadisce di sostenere il referendum per l'indipendenza: "I cittadini hanno il diritto di esprimersi"

La campagna elettorale è cominciata e guai a toccare il simbolo

Deltablues 2018

Maroni ha annunciato che lascerà la segreteria della Lega per dedicarsi solo al governo della Lombardia, entro dicembre, dunque, dovrà tenersi il congresso del Carroccio.
Campagna elettorale o campagna per il mantenimento del consenso? La presenza di Luca Zaia, il presidente della Regione del Veneto, in Polesine è già per sè una notizia, ma se si considerano le nuove correnti di pensiero in casa Lega Nord, come per esempio il cambio di rotta di Antonello Contiero che appoggia la linea Tosi - Maroni, la presenza del Governatore, annunciata solamente poche decine di minuti prima del suo arrivo, fa pensare a tutt’altro che ad una semplice visita di cortesia


 

Badia Polesine (Ro) - Inaspettatamente ed all’ultimo minuto il governatore Luca Zaia ha presenziato alla Festa della polenta di Villa d’Adige. Per organizzatori e simpatizzanti del Carroccio è stata una autentica sorpresa, ma per gli addetti ai lavori non è stata proprio così.  

Che nella Lega Nord ci siano più correnti è cosa nota, una riformista (Tosi e Maroni) e una conservatrice (Bossi) e Zaia sempre abile equilibrista nel mezzo. Ma gli ultimi avvenimenti di casa lega Nord fanno evidentemente avvicinare il diplomatico Zaia ai conservatori, dal momento che nessuno si sarebbe mai aspettato che il Governatore si precipitasse in Polesine alla prima occasione utile. 

Perchè questo? Perchè in Polesine gli equilibri sono cambiati, Contiero ha cambiato campana, ora sostiene la linea di Flavio Tosi, ha proposto di abolire il simbolo della Lega Nord oltre a caldeggiare l'abolizione delle cariche a vita (c'è solo uno ad averla in Lega, Umberto Bossi quella di presidente). Emanuela Munerato non ha mai nascosto di seguire la corrente di Tosi e Maroni, quindi a Zaia è rimasto un unico uomo di “peso” in Polesine, il consigliere regionale Cristiano Corazzari. 

Se uno sta in Lega non può dire che vuole buttare via il simbolo. Casomai fa qualcos'altro - afferma con toni stizziti il governatore Luca Zaia riferendosi ad Antonello Contiero - Il tema di allargare il consenso è un tema legittimo, piuttosto che rassicurare i fedeli è meglio evangelizzare gli infedeli”. Contiero all’assemblea provinciale del primo settembre lanciò l’idea di abbandonare i palcoscenici e le poltrone di Roma per ritornare a fare la vera politica a livello comunale e regionale, imputando agli accordi politici con il Pdl la vera colpa della perdita di consenso. Quindi dopo il recupero dei voti persi la possibilità di ripresentarsi come nel 1991 alle elezioni come un forte partito coi numeri.

“Quando si fa parte di un partito è come far parte di una azienda, l’oggetto sociale dell’azienda è la missione del partito, noi insistiamo per federalismo, autonomia ed essere padroni a casa nostra. Se si sta a sentire che il padrone X dice di cambiare ogni secondo obiettivo, finisce che i nostri seguaci vanno da altre parti”. Luca Zaia esprime la sua linea conservatrice, ricordando i principi sui quali la Lega Nord si è costituita e rilancia la campagna referendaria per la secessione della regione dal resto dell’Italia. 

“Il Veneto è una delle cinque regioni in italia che hanno un residuo fiscale attivo, lasciamo a Roma 18 miliardi di euro all’anno, noi che siamo quelli che pagano diciamo non di tirar la cinghia ma di farci tornare i nostri soldi - conclude Zaia - Io sostengo il referendum per l’indipendenza del Veneto, io dico a chi non vorrebbe votarlo di lasciare i cittadini di potersi esprime, boicottarlo a priori non mi pare giusto. Secondo me i veneti davanti alla scheda referendaria, dove si chiede l’indipendenza o no, risponderanno in maniera plebiscitaria. Probabilmente c’è qualcuno che ha paura di questo, questa è la verità”.
 

Marco Terrestri

13 settembre 2013
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