CONGRESSO PARTITO DEMOCRATICO ROVIGO Claudio Ramazzina, componente del direttivo uscente che sostiene Julik Zanellato alla segreteria, accusa Graziano Azzalin, che appoggia Filippo Silvestri, di condurre una campagna di delegittimazione dell'avversario

Guerra tra compagni

Graziano Azzalin
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Sta succedendo di tutto in casa Pd. Claudio Ramazzina (foto a lato) attacca violentemente il consigliere regionale Graziano Azzalin accusandolo di utilizzare dei metodi, non da sano confronto politico, ma di avvalersi di 'giochetti'. Graziano Azzalin non aspetta tempo e replica con la stessa ferocia utilizzatagli contro. Che vinca Julik Zanellato o Filippo Silvestri le frattura da sanare all’interno del Pd sono davvero tante e assai profonde



Rovigo -  “Hai sempre cercato, nonostante il nostro determinante apporto di voti e di impegno per eleggerti, di estromettere noi della “Sinistra Po” dai tuoi orizzonti personali. Oggi, a distanza di poco più di 3,5 anni dalla tua elezione prendiamo atto del quasi nulla che hai fatto per questa Provincia da quando hai assunto l’incarico istituzionale”, non usa mezzi toni Claudio Ramazzina del Partito democratico di Stienta ad accusare il consigliere regionale Graziano Azzalin alla vigilia dei circoli congressuali da “ciò che mi viene riferito dai compagni”. 

Ramazzina sostiene la candidatura di Julik Zanellato, e attacca il consigliere regionale per i “metodo” usati nella campagna elettorale per sostenere la candidatura di Filippo Silvestri, “vai dicendo qua e la delle imbecillaggini prive di fondamento, dipingendo noi della “Sinistra Po” come dei faccendieri senza consenso, che rappresentiamo solo noi stessi, che ci saremmo alleati - afferma Ramazzina - pensa un po’ da che pulpito arriva il monito, nientemeno che con i Romeo per chissà quali fini. L’elenco delle critiche è lungo, se vuoi, te lo invierò a parte. Le cose che ti sono ben riuscite, lo riconosco, far scrivere molto di te a Francesco sui quotidiani locali e piazzare o imporre qua e là tuoi “amici fidati” determinando le scelte con chi del Pd, all’occorrenza, ti ha fatto comodo”. 

"Mi si dice che negli incontri che intrattieni nei Circoli tra gli iscritti usi l’argomentazione sopra descritto per delegittimarci. Mi corre l’obbligo di precisarti - prosegue Ramazzina - che quando venisti nominato (non eletto!) vicesindaco di Rovigo i mille e fischia “voti dei Romeo, d’area socialista ex craxiana” ti servirono per amministrare per cinque anni la città capoluogo (il centrosinistra vinse per 18 voti di scarto). Domando: tu oggi non sei alleato con coloro che per tre anni hanno adulato i signori Romeo? Che requisiti hai tu per giudicarci? Vuoi spingere quegli elettori fuori dal Pd?
“Infine  - conclude - rifletti e esprimi argomentazioni politiche così come sta facendo Julik e tutti noi negli incontri con i Circoli, altrimenti così facendo, propalando invettive delegittimi e fai del male non a noi (abbiamo il fisico e gli attributi – come dice Bersani – per difenderci) ma all’incolpevole Partito democratico polesano”.

La replica di Azzalin è immediata e i toni utilizzati sono accesi come quelli espressi dal collega: “provo grande dispiacere per il tuo delirante ed infondato attacco personale, che trasuda cieco livore. E grande amarezza nel capire che, chi credevo un amico, è invece una serpe in seno che cova non si sa quale frustrazione e si presta a giochetti di così bassa lega come quello dell’offesa personale, della delegittimazione, e della bugia, ferendo ulteriormente un partito che si avvia ad un congresso che, invece, in molti stanno cercando di rendere meno lacerante possibile”. Azzalin nella sua spiegazione vuole immediatamente fugare qualsiasi dubbio circa il suo non rapporto con l’area socialista del partito “perchè i modi non rientrano nel mio modo di fare politica”. 

Il consigliere regionale che assieme al segretario del partito nonché onorevole, Diego Crivellari, sostiene la candidatura di Filippo Silvestri, prosegue la sua difesa utilizzando l’attacco: “Ci sono state delle divergenze, ho sempre chiarito personalmente e mi meraviglia che, proprio di fronte a simili accuse, non abbia fatto una telefonata. Il problema, a quanto pare sono io - prosegue - Sappi che non intendo abbassarmi al tuo livello e trasformare il congresso in una macchina del fango, deleteria per il partito. Ma in un congresso entrano in gioco tanti fattori e la scelta è ricaduta su un giovane, nativo Pd, come Filippo, preparato ma nuovo, anche per evitare che si trascinassero questioni che con il futuro hanno poco a che spartire”.

23 ottobre 2013
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