PD ROVIGO Il caso del ricorso di Adria fa intervenire la commissione regionale di garanzia. Sospeso il congresso polesano. Julik Zanellato invia le controdeduzioni

Convocazione a Padova per far luce sulle anomalie

Correzioni dell'ultimo momento sul costo della tessera. Fonte uff. stampa cons. reg. Graziano Azzalin
Tessere regolarmente firmate ma non intestate ad alcuna persona (la firma è stata resa irriconoscibile per garantire l'anonimato). Fonte uff. stampa cons. reg. Graziano Azzalin
Graziano Azzalin e Diego Crivellari
Fondazione Cariparo Nuove Generazioni

Sul congresso Pd polesano cala la mannaia della commissione di garanzia regionale. Tutto rimarrà sospeso fino a che non sarà fatta luce. La commissione provinciale congressuale è stata convocata alle 14 di domani 31 ottobre nella sede regionale del Pd a Padova. Sono stati invitati tutti i 10 membri della commissione congressuale rodigino presieduta da Gianni Franchi, il segretario uscente Diego Crivellari e il presidente della commissione di garanzia Edo Boldrin. A sollevare il pandemonio la segnalazione di Crivellari e Azzalin sul caso Adria e Porto Viro (leggi articolo). Julik Zanellato, candidato alla segreteria provinciale come Filippo Silvestri (nella foto principale sono ritratti assieme), ha presentato le controdeduzioni sul voto di Adria alla commissione regionale, e un ricorso sul congresso di Castelmassa a quella provinciale. Prima della sospensione una riunione della commissione elettorale aveva deciso di inviare una lettera specifica a tutti i circoli sull'applicazione del regolamento congressuale e di aprire i circoli nei giorni precedenti il congresso per permettere a chi intende iscriversi di farlo con più tranquillità



Rovigo - Colpo di scena nella serata del 28 ottobre mentre si aggingevano a cominciare il congresso Costa, Villadose, Loreo, Corbola e Villanova Marchesana. La commissione regionale di garanzia ha stabilito una sospensione cautelativa del congresso Pd polesano per fare luce sulle segnalazioni di Adria, Porto Viro e Castelmassa.

Da Adria è partito invece lunedì il ricorso di Angelo Zanellato (foto a lato), rivolta alla commissione provinciale del Pd, per l’annullamento del voto che ha visto vincere la mozione Zanellato su Silvestri 161 a 82, eleggendo segretario del circolo l’ex sindaco e l’ex senatore Sandro Gino Spinello. Il 29 ottobre Julik Zanellato e Sandro Gino Spinello hanno inviato le loro controdeduzioni al ricorso di Angelo Zanellato a cui ribattono punto per punto, sollevando contemporaneamente un problema di irricevibilità del ricorso, inviato fuori tempo massimo, e di inamissibilità perché proposto da un soggetto non leggittimato.

Angelo Zanellato, in qualità di rappresentante davanti alla commissione di garanzia di Silvestri, segnala che durante il congresso si sono iscritti 83 nuove persone, che sommate alle 175 iniziali dà 258 iscritti. La verifica di Angelo Zanellato sui nuovi tesserati porta alla luce: “errori diffusi di compilazione, dati anagrafici assenti o solo con firme illeggibili, schede con importi versati inferiori di 15 euro, ovvero 10 o 14, poi corrette a mano sul posto”. Dall'altra parte viene sottolineato come il modulo di iscrizione sia doppio, una copia per il provinciale e una per il nazionale, per cui i dati possono essere stati indicati nel primo foglio e non nel secondo, per cui sarebbe sufficiente ricopiarli. Julik Zanellato sottolinea nella sua controdeduzione che la quota obbligatoria per l'iscrizione al Pd è di 10 euro.

"Operazioni a fior di pelle ma nella norma" per Franco Modena e Nello Chendi, il primo presidente dell’assemblea congressuale di Adria, l’altro delegato della commissione di garanzia. Sul numero degli iscritti non risulta nessun numero “gonfiato” anche perché ”i nuovi soci sono stati reclutati da entrambe le componenti”.

Angelo Zanellato a prova del suo ragionamento conferma che il saldo in cassa non corrispondeva ai 97 tra rinnovi ed iscrizioni della mattinata, anzi mancavano 320 euro. Infine quello che definisce “il risultato più sorprendente: davanti ad un registro ove avevano votano 238 iscritti, sono state scrutinate 246 schede, ovvero 8 più dei votanti”. Modena e Chendi spiegano che la discrasia di 8 è stata riscontrata in tutte e due le votazioni per cui è “dovuta alla mancata spuntatura agli elenchi di alcuni partecipanti al voto”. Mancata spuntatura causata dalla ressa al seggio e “probabili “sviste” dei componenti del seggio al quale hanno presenziato con pari impegno i rappresentanti di entrambe le liste concorrenti per tutte e due le votazioni”.

 

 
29 ottobre 2013
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