CONGRESSO PROVINCIALE PD ROVIGO Julik Zanellato, candidato alla segreteria territoriale: è stata attivata una messa in scena scandalistica per delegittimare la mia candidatura

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Il 31 ottobre alle 14 Julik Zanellato è tra i convocati del Pd polesano dalla commissione regionale di garanzia. Candidato alla segreteria provinciale a suo dire si trova nel bel mezzo di una campagna denigratoria messa in atto dai dirigenti del Pd polesano che con i 2100 noti tesserati pensavano di avere in mano la vittoria del loro delfino Filippo Silvestri. La corsa al tesseramento nel giorno stesso del congresso come previsto dal regolamento del partito per allargare la base ha rovinato, sempre secondo Zanellato, i piani del segretario uscente Diego Crivellari, del consigliere regionale Graziano Azzalin e del presidente dell'assemblea Gabriele Frigato. La difesa punto per punto al caso "montato ad arte"


Rovigo - E’ una situazione indegna e sa anche contro chi puntare il dito. Julik Zanellato, candidato alla segreteria provinciale, il giorno dopo l’imposizione della sospensione cautelativa del congresso da parte della commissione regionale di garanzia, non ci sta. Con toni pacati replica punto su punto alle accuse mosse dai sostenitori di Filippo Silvestri, ormai un avversario. “Accuse montate ad arte. Tutte fantasie di chi teme di perdere il congresso. E' stata attivata una messa in scena scandalistica per delegittimare la mia candidatura. Ho fiducia nella commissione regionale a cui farò capire come sia stata montata una gazzarra da chi ha paura di perdere”. 

E poi lui, il responsabile numero uno della situazione, il segretario provinciale uscente Diego Crivellari che "dopo l'elezione da parlamentare ha creato frammentazione, divisione e clima di incomunicabilità politica che ha prodotto ulteriori lacerazioni e tensioni fra i dirigenti trasferendole alla base". Lui che aveva "il compito di accompagnare il congresso in serenità ha fatto l’opposto di ciò che richiede il suo ruolo”. Eppure Julik Zanellato a Crivellari aveva chiesto il sostegno lasciando in bianco la prima firma della lista di presentazione della propria candidatura, per fiducia prima che per amicizia. “Certo pensavo fosse un leader, un leader ha la capacità di scompaginare le cose, se avesse sostenuto una candidatura come la mia ora avremmo un candidatura unitaria, invece ha preferito essere ligio ad un accordo di potere stretto con Azzalin e Gabriele Frigato”.

"Spettava a lui - spiega Zanellato - il compito di garantire l'agibilità politico e organizzativa del confronto precongressuale" invece tutte le proposte di confronto tra i due candidati, sia davanti agli iscritti nei circoli, che davanti ai cittadini, come la richiesta di apertura dei circoli per il rinnovo delle tessere hanno trovato una risposta negativa con "una visione proprietaria dei pochi che gestiscono le strutture del partito". Per fare un esempio Zanellato racconta che la sera del 29 ottobre, dopo la comunicazione della sospensione del congresso, Gabriele Frigato, il presidente dell'assemblea, ha intimato a Gianni Franchi, presidente della commissione di garanzia elettorale, di dargli le chiavi della federazione "la chiave dell'ufficio dei nostri impiegati, che tengono anche le tessere in bianco, ora ce l'ha solo Gabriele Frigato e non so a quale titolo".

Poi il capitolo nuove iscrizioni con le code ai congressi di Adria, Porto Viro e Castelmassa. L'accusa di Zanellato è precisa "non sono state garantite le pari condizioni per l'accesso ai circoli e al tesseramento che tutti davamo per scontate" invece "per loro era la chiave della propria vittoria". Essere stupiti che la candidatura di Julik Zanellato e Sandro Gino Spinello a segretario di circolo abbia prodotto maggiore partecipazione? "Una fetta del nostro elettorato è proprio nella nostra città!". Boom sospetto delle richieste di tesseramento? "Sto girando il Polesine in lungo in largo da 20 giorni proprio per cercare la massima condivisione, inoltre non si può non considerare l'onda lunga dell'effetto Matteo Renzi che per le primarie del leader di centrosinistra ha portato al voto diecimila polesani. C'è voglia di partecipazione ad una politica pulita in Polesine".

Per Zanellato gli episodi incriminanti sono strumentalizzazione ad arte di Crivellari e Azzalin. Stranieri a frotte? "Invece era solo un cittadino italiano di origine marocchina in Italia da 20 anni". Le tessere fantasma? "Sono tagliandi incompleti delle tessere sul riquadro territoriale, integrabili con i dati riportati sul tagliando del circolo, ogni tessera ha un codice univoco con nome e cognome dell'aderente, per snellire le operazioni di voto gli scrutatori del seggio avevano lasciato in bianco i dati del territoriale". La differenza numerica fra schede votate e iscritti al registro votanti ad Adria? "Come spiegato da Franco Modena e Nello Chendi, presidente assemblea e garante del congresso (leggi articolo) si tratta di spuntature mancate, ad opera degli scrutatori oberati del seggio". La bolletta dell'Enel nella cassa? "Era stata pagata con i proventi del tesseramento". "Ma di quali fatti gravi stiamo parlando?" si chiede Zanellato.

Zanellato racconta che i suoi militanti lo invitano ad "andare avanti con forza sul progetto di cambiamento messo in campo". L'obiettivo è mettere a segno i quasi 3mila iscritti di qualche anno fa. Sempre che a Padova il 31 ottobre davanti alla commissione regionale di garanzia, Julik Zanellato invitato da Rosanna Filippin segretaria regionale, convinca la commissione della bontà delle sue affermazioni, per cui il congresso riprenderà da dove si è fermato.

 
30 ottobre 2013
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