RUGBY Una partita particolare vissuta intensamente, il pianto di Andrea Bacchetti un'ora prima di entrare in campo e le due mete di Guido Barion. Le Fiamme Oro battono Rovigo nettamente favorito

Il successo dei rodigini

Guido Barion, Marcello De Gaspari, l'assessore allo Sport di Rovigo Andrea Bimbatti, Andrea Bacchetti ed Ettore Boarato
Guido Barion
Andrea Bacchetti
Marcello De Gaspari
Le Fiamme Oro in festa
Marcello De Gaspari riceve i complimenti dal vicepresidente esecutivo delle Fiamme Oro Armando Forgione
Il pianto di Marcello De Gaspari
Mirco Bergamasco si complimenta con Andrea Bacchetti
Pasquale Presutti ed Andrea Bacchetti
Ettore Boarato
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Forse il man of the match è stato deciso un po' troppo presto, le due mete di Guido Barion hanno spezzato i fianchi dei Bersaglieri, e proprio gli ex rossoblù hanno dato la mazzata decisiva "Mi sono tolto qualche sassolino dalle scarpe, come anche l'anno scorso del resto, penso che i giocatori di Rovigo diano sempre qualcosa in più anche di uno straniero, i rodigini hanno sempre fatto bene qui al Battaglini e devono conservarli".

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Rovigo - Non una partita come le altre, la finale in casa propria con una maglia diversa, e la vittoria proprio battendo la squadra della propria città quella dove sei cresciuto non solo rugbisticamente. Una scelta di vita quella delle Fiamme Oro e qualche sassolino da togliersi dalle scarpe. Un'ora prima del match Andrea Bacchetti (foto a lato con Marcello De Gaspari) non riesce a trattenere l'emozione, a settembre, nella prima partita di campionato, pianse dopo il match, questa volta si è nascosto negli spogliatoi singhiozzando

"Troppo forte da affrontare - commenta davanti ad una bella bistecca Andrea Bacchetti - sono cose che non riesco a descrivere, appena sceso dal pullman non capivo più niente, ho mandato un messaggio a mia mamma, mi ha scritto le cose giuste, piangevo, credevo di essere forte, preparato, invece non ho retto". Sette anni da protagonista a Rovigo, i lunghi preparativi, il riscaldamento con i pensieri di dover fare bella figura, e poi un epilogo che nemmeno il più famoso scrittore di libri gialli avrebbe potuto immaginare "Non ci credevo nemmeno io - ammette l'ala delle Fiamme Oro - è stato incredibile, una vittoria di squadra, del gruppo, ci abbiamo creduto sino in fondo, alla fine non me ne sono nemmeno reso conto". Eppure il Bak ha fatto due placcaggi fondamentali, il primo su Ragusi quando i rossoblù potevano chiudere il match, il secondo su Andrea De Marchi nella ripresa, l'azione per come si era sviluppata era ancor più pericolosa della prima.

"Più contento di così - commenta un entusiasta Ettore Boarato - è stata una vittoria di cuore, ci abbiamo creduto fino alla fine, sul 25 a 9 abbiamo avuto una grande reazione". L'ultimo scudetto rossoblù porta la sua firma, anche se in ambito giovanile, non ha partecipato al match, ma è come se avesse giocato anche lui "Abbiamo preso una meta a freddo su errore nostro - commenta il mediano d'apertura cremisi - poi abbiamo giocato a viso aperto e abbiamo avuto il merito di segnare 17 punti negli ultimi dieci minuti, un confronto che non regge con l'ultima finale persa dal Rovigo in casa contro il Petrarca tre anni fa, li i Bersaglieri erano in vantaggio nel primo tempo per 14-3, tutta un'altra cosa".

"Emozione enorme - commenta Marcello De Gaspari - quando Nicola Benetti ha piazzato mi sono girato per non guardare, ho pianto, mi sono scaricato, il mio pubblico, la pressione di tutta una settimana. Sul 25-9 sotto i pali ci siamo guardati negli occhi ci siamo detto è finita, cerchiamo di non prenderne 50 di punti e poi lo sport è così, se ci credi fino alla fine. Questa era la mia terza finale, le altre due le ho perse, fino al 70' il proverbio si stava confermando, poi avete visto com'è andata". Se è Rovigo che porta sfortuna a Rovigo De Gaspari non ha dubbi "Noi lo abbiamo detto che venivamo per vincere, ci abbiamo creduto, siamo fortunati che Benetti ha un piede magico". Fatalità Marcello De Gaspari ed Andrea Bacchetti hanno dormito nella stessa camera del 20 settembre (numero 314), poi il giorno dopo hanno perso al Battaglini sonoramente, ma questa volta è andata diversamente.

"Lo avevamo detto che avremo venduto cara la pelle - commenta Guido Barion - la partita dura 80 minuti, qualcuno sotto i pali dopo la meta di Matteo Ferro aveva detto che era finita, invece io ci credevo ancora e così è stato. Ho avuto due palloni, ho messo il gas, da 25-9 siamo andati sul 25-23 poi il calcio di Benetti che è infallibile. E' una vittoria di tutti anche quelli che non ci sono, della serie B, dell'A1, in questi quattro anni tutti hanno contribuito alla causa delle Fiamme Oro".

Ma l'estremo cremisi il pensiero finale se lo tiene per i titoli di coda "Mi sono tolto qualche sassolino dalle scarpe, come anche l'anno scorso del resto, penso che i giocatori di Rovigo diano sempre qualcosa in più anche di uno straniero, i rodigini hanno sempre fatto bene qui al Battaglini e devono conservarli".

Giorgio Achilli

8 febbraio 2014




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