SCUOLA VILLADOSE (ROVIGO) La Polizia di Stato illustra agli alunni i pericoli e le insidie del web

Bullismo e stalking, come difendersi nel web

Deltablues 2018

Il dirigente delle volanti della Polizia di Rovigo, Francesco Morselli, ha affrontato, con gli alunni della scuola secondaria di I grado di Villadose, le tematiche riguardo le insidie ed i pericoli rappresentati del web. Ha poi mostrato video esplicativi dei reati più frequentemente commessi attraverso i social network e le dipendenze generate dai giochi on line o ludopatie che determinano un vero e proprio scollegamento dalla realtà. Nell’ultima parte dell’incontro Francesco Morselli ha spiegato gli effetti dell’uso e dello spaccio degli stupefacenti sulla salute e sulla fedina penale


 

Villadose - L’Istituto comprensivo di Villadose, anche quest’anno, ha voluto promuovere tra i suoi allievi la cultura della legalità e della sicurezza avvalendosi della collaborazione della Polizia di Stato di Rovigo. Le tematiche affrontate hanno riguardato, soprattutto, le insidie  ed i pericoli rappresentati dal web per i ragazzi. Infatti, se da una parte, internet offre strumenti per lo studio ed occasioni di svago, dall’altra, “l’uso inconsapevole della rete web può trasformare gli adolescenti in vittime o artefici di reati”. Proprio con queste parole la dirigente scolastica, Grazia Calcherutti, ha voluto introdurre l’incontro del dirigente delle volanti della Polizia di Rovigo, Francesco Morselli, e dei suoi colleghi, con le classi della secondaria di I grado di Villadose riunite, in attento silenzio, nell’aula magna del polo scolastico. 

Francesco Morselli ha spiegato che proprio le caratteristiche del web cioè l’anonimato, (in realtà l’identità degli utenti è sempre accertabile da parte della Polizia), e l’assenza di confini spazio – temporali producono negli adolescenti, “un abbassamento delle remore morali”, inducendoli “ad azioni che, in genere,  non si fanno”. Per questo è importante che comprendano che cos’è un reato, (domanda posta dal dirigente ai ragazzi), cioè un comportamento, libero e volontario, che danneggia gli interessi degli altri ed è punito dalla legge. Di seguito Morselli con video esplicativi ha presentato i reati più frequentemente commessi attraverso i social network cioè minacce, ingiurie, diffamazioni, sostituzione di persona e violenza privata e infine bullismo (cyber bullismo) e stalking (cyber stalking); i pericoli derivati dall’uso delle chats, (dietro lo schermo potrebbe esserci un cyber pedofilo invece di un coetaneo),ed infine, le dipendenze generate dai giochi on line o ludopatie  che determinano un vero e proprio scollegamento dalla realtà. 

Come difendersi? Confidarsi con i genitori, con i fratelli maggiori, con gli insegnanti senza paura di essere rimproverati o incompresi; navigare su Internet con un adulto di riferimento; evitare di comunicare i propri dati personali, indirizzo, numero di cellulare o di spedire foto a persone conosciute attraverso la rete. Nell’ultima parte dell’incontro Francesco Morselli ha spiegato gli effetti dell’uso e dello spaccio degli stupefacenti sulla salute e  sulla fedina penale precisando, su richiesta dei ragazzi, attenti e partecipi, che anche le droghe, definite leggere, danneggiano i neurotrasmettitori e generano dipendenza segnando, spesso, il passaggio al consumo di sostanze sempre più devastanti.

11 marzo 2014
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