ORDINE DEGLI ARCHITETTI ROVIGO Guido Pietropoli ricorda i colleghi architetti Gianni Massarente e Antonio Canato che sono venuti a mancare il 20 febbraio ed il 17 marzo

Addio a due “padri" del Polesine

Palazzo Roncale
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Gianni Massarente e Antonio Canato, venuti a mancare il 20 febbraio ed il 17 marzo, sono stati ricordati da Guido Pietropoli. Per Pietropoli Gianni Massarente era appassionato nella sua visione politica e autore di numerosi piani regolatori di città e paesi del Polesine. Di Antonio Canato conserva molti ricordi di un uomo gentile che è stato il progettista di molta parte della Rovigo del dopoguerra



Nel giro di poche settimane sono morti Gianni Massarente e Antonio Canato. Il primo è venuto a mancare il 20 febbraio molto provato da una lunga malattia e dalla perdita della moglie Angela; il secondo ci ha lasciati lunedì 17 marzo dopo una vita centenaria. Canato aveva il numero uno d'iscrizione all'Ordine e Massarente il numero due; la sorte ha invertito la naturale successione ma si sa che essa poco si cura di queste cose. 

Due stagioni della professione d’architetto: Canato di formazione accademica con particolare attenzione al moderno e alla qualità degli edifici storici; Massarente molto appassionato nella sua visione politica e autore di numerosi piani regolatori di città e paesi del Polesine. Pure se con interessi diversi tutti e due erano molto legati alla città di Rovigo e al nostro territorio.

Di Antonio Canato conservo molti ricordi di un uomo mite, sorridente, molto gentile, dal fisico apparentemente esile, sempre eguale, con occhi vivaci. Notevolissimo autore di acquerelli che donava con gioia agli amici, egli è stato il progettista di molta parte della Rovigo del dopoguerra: palazzo Suriani in viale Trieste, l'edificio della ex Banca cattolica ora Banca intesa in via Angeli, la Banca del monte in Corso del Popolo, l'ex Fiat in via Umberto I, il restauro di Palazzo Roncale... per elencare solo alcuni. 

La sua cifra era più vicina all'antico che ad una chiassosa modernità; ricordo che mi disse: “nelle nostre città antiche la cosa più difficile è scrivere con lo stesso inchiostro della storia".Fu sollevato in modo non bello dall'incarico per il restauro di Palazzo Roverella; un consiglio comunale a porte chiuse decise per un altro architetto - certamente molto accreditato e capace - e lui non volle andare a difendersi  nell'agone politico. Gli chiesi perché non lo avesse fatto, mi rispose: "era la festa della Madonna della salute, mi sono affidato a lei e sono molto sereno". 

Nemmeno io sono più giovane e il mio osservatorio di più di quarant'anni di professione mi porta a dare sempre più valore alle qualità dell'uomo, del mestiere, dell'artigiano-artista che a quelle del brillante intellettuale. È per questo che il lavoro di Antonio Canato architetto, per noi architetti vecchi e giovani è ancora molto importante.

Guido Pietropoli
Commissione cultura dell'Ordine degli architetti della provincia di Rovigo

 

21 marzo 2014
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