RUGBY ECCELLENZA Nicola ‘Bibi’ Quaglio, pilone della FemiCz Rovigo, insegue, come tutti i rossoblu che in Polesine sono nati e cresciuti, il sogno scudetto “All’estero ci andrò solo dopo aver vinto”

Generazione di rugbisti ed allevatori

Mauro e Nicola 'Bibi' Quaglio nell'allevamento di famiglia
Nicola Quaglio con la maglia della Nazionale U20 ai mondiali Junior
Nicola Quaglio contro il Petrarca Padova l derby day non ci sarà a causa del doppio cartellino giallo rimediato il 31 maggio a Calvisano
Nicola e Mauro Quaglio nell'azienda di famiglia
Calvisano sempre nel mirino. Tre anni fa proprio Cavinato lo voleva, ma Bibi Quaglio ha preferito rimanere in rossoblu
Una cena indimenticabile, molti protagonisti degli ultimi due scudetti radunati dal presidente Francesco Zambelli a Crespino durante la visita di Naas Botha. In foto dietro Pietro Reale c'è anche Mauro Quaglio, protagonista degli ultimi successi rossoblu
Tifoso dell Roma, Bibi Quaglio si è innamorato della squadra giallorossa dopo con lo scudetto del 2001
Nicola e Mauro Quaglio nell'azienda di famiglia
Tifoso dell Roma, Bibi Quaglio si è innamorato della squadra giallorossa dopo con lo scudetto del 2001
Mauro e Nicola Bibi Quaglio nell'allevamento di famiglia
Nicola 'Bibi' Quaglio
Per Nicola 'Bibi' Quaglio sta per partire il quinto campionato in rossoblu
Nicola e Mauro Quaglio nell'allevamento di famiglia
Nicola e Mauro Quaglio nell'allevamento di famiglia
Bibi Quaglio in Sud Africa, al centro Eduard Bezuidenhout a destra Pieter De Villers
Nicola 'Bibi' Quaglio durante il derby con il Petrarca Padova
Bibi Quaglio nel primo giorno di preparazione della stagione 2014-2015
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Classe 1991, 184 cm per 113 kg, cresciuto nelle giovanili del Rovigo, ha già collezionato in campionato 64 presenze in rossoblu. Nicola ‘Bibi’ Quaglio (foto a lato con papù Mauro) è figlio d’arte, sogno nel cassetto “Vincere lo scudetto con la maglia dei Bersaglieri, avrei avuto la possibilità di andare in Inghilterra già quest’anno, ma ho preferito restare. Sarei stato un codardo dopo tutti quello che è successo”. Papà Mauro, che gestisce un allevamento di suini a Frassinelle, di titoli tricolori in bacheca ne ha due. 


Rovigo - “This is not Soccer”, con queste parole il miglior arbitro del mondo ovale Nigel Owens ha redarguito Tobias Botes durante il match tra Munster e Benetton Treviso (guarda video). Una protesta evidente e plateale, dopo l’interruzione del gioco, non è piaciuta all’arbitro, e il commento perentorio ha fatto il giro del globo. Nel rugby le regole non si discutono, si applicano.  Solo il capitano può chiedere delle spiegazioni al direttore di gara, anche se sempre più frequentemente, il principio sta mutando, soprattutto in Italia. Se è vero che le due discipline (rugby e calcio) sono in completa antitesi per cultura e spirito (il terzo tempo dopo la partita ne è l’emblema), c’è chi riesce a conciliare le due passioni.

Nicola Quaglio, pilone della FemiCz Rovigo, più volte convocato nelle Nazionali giovanili, figlio d’arte, ha una passione irrefrenabile per i colori giallorossi, ma non sono quelli di un club oltre confine, ma della Roma. “E’ sempre stata la mia squadra del cuore dopo lo scudetto del 2001 - spiega Nicola Quaglio - il mio idolo è sempre stato Francesco Totti sin da bambino, è un amore eterno, sia nei momenti di crisi, che in quelli di gloria. Quando posso non mi perdo una partita della ‘magica’, ma non sopporto tutto il contorno, è uno schifo, i recenti fatti di violenza mi hanno profondamente turbato e non c’entrano nulla con lo sport”. Di sofferenza ne ha patita parecchio come tifoso giallorosso, come se non bastasse quella di sportivo con la maglia della FemiCz Rovigo. Delusioni cocenti che rafforzano il carattere, come le esperienze estive in Sud Africa, ben tre: una con la Nazionale giovanile, e due con l’ausilio di Polla Roux. Duri allenamento nell’Accademia del Western Province, due mesi e mezzo di preparazione intensa per crescere tecnicamente e fisicamente, tutto a proprie spese.

Ha iniziato tardi a giocare a rugby, quando alla Monti Rovigo si presenta ai compagni ha già 11 anni, ed è papà Mauro a spiegare il perché: “Non volevo forzarlo, doveva essere una sua scelta”. Il primo allenatore, come per molti ragazzi che attualmente militano nella prima squadra, è stato Caio Martinelli, “un grande” come lo definisce Bibi Quaglio.

Quattro campionati con la maglia dei Bersaglieri, dal 2010 ad oggi ha collezionato 64 presenze con 20 punti realizzati (frutto di 4 mete).  Lo scorso anno ha indossato la maglia rossoblu in campionato 19 volte, per un totale di 1.1187 minuti, segnando 2 mete. Il 5 ottobre inizierà il torneo e la FemiCz Rovigo ospiterà il Petrarca Padova in un derby che si annuncia ricco di emozioni, ma purtroppo Bibi non ci sarà. Cacciato ingiustamente durante la finale di Calvisano con un doppio cartellino giallo (il primo inesistente, ndr),  Nicola Quaglio non ha fatto una piega inchinandosi al volere di una conduzione di gara, che definire non all’altezza è un eufemismo. La conseguente giornata si squalifica la sconterà in campionato (non come certi miracolati visto che la prima partita ufficiale dei Bersaglieri è stata disputata il 20 settembre con i Tblisi Caucasians), “This in not Soccer - spiega così la reazione composta di quel maledetto 31 maggio di Calvisano - Le decisioni dell’arbitro si accettano”. Un insegnamento che il rugby dà a tutte le discipline, nessun esclusa. Il derby più bello per Nicola Quaglio? “Quello di Padova (16-16 il 22 aprile 2012), noi ci siamo qualificati ai play-off escludendoli dalle prime quattro. Una doppia soddisfazione”.

12 campionati disputati con la maglia del Rovigo dal 1977 al 1990, 236 presenze, 44 punti (frutto di 11 mete) e vincitore degli ultimi due scudetti rossoblu nel 1988 (guarda video) e 1990, Mauro Quaglio alzava i tricolore quando il figlio Nicola non era ancora nato. “Mi aveva cercato il Calvisano quando ero in Nazionale Under 20 - ammette giovane la prima linea rossoblu - con Andrea Cavinato avevo un buon rapporto e mi voleva a tutti i costi, ma decisi di rimanere a Rovigo. Stessa scelta che ho fatto quest’anno, ho rifiutato un’offerta dall’Inghilterra, dopo quello che è successo nella finale di Calvisano ci avevo anche pensato, ma non potevo andarmene così, sarebbe stato da codardi”.

Un’azienda partita con il nonno, all’epoca ci si occupava formaggi, poi l’eredità raccolta e portata avanti da mamma Manuela Artigiani e con il tempo, l’idea dell’allevamento per smaltire il siero. Incredibile la scelta di vita di papà Mauro di lasciare un posto fisso e ben remunerato in banca nel 2000 per dedicarsi a qualcosa di più creativo. Un allevamento di suini che conta circa 30mila presenza all’anno. “All’epoca in Cassa di Risparmio eravamo una famiglia - spiega Mauro Quaglio - in banca eravamo praticamente tutti rugbisti”, il professionismo era lontano anni luce e l’unica maniera per dare un futuro alla squadra rossoblu era trovare un lavoro agli atleti, ma i tempi sono cambiati. Sul futuro di Nicola papà Mauro non ha dubbi “Spero voglia continuare l’attività”, dopo il rugby il futuro è già garantito, ma prima Bibi deve rimpinguare la bacheca dell’ufficio dell’azienda di famiglia, l’Inghilterra può attendere.

Giorgio Achilli

 

24 settembre 2014
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