COMUNE ROVIGO - Massimo Bergamin protagonista al raduno della Lega a Cittadella. Sul tavolo immigrazione e studi di settore. E su Rovigo: "Dell'Anci me ne frego, altri i problemi"

Le priorità dell'agenda del primo cittadino per ripartire

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Aiutare i profughi in Africa, sistemando là una serie di centri di identificazione, a monte dell'arrivo in Italia. Rivedere tutto il meccanismo degli studi di settore che strozza le piccole e medie imprese. Queste le priorità emerse al raduno della Liga Veneta - Lega Nord tenuto domenica 13 settembre in piazza Pierobon a Cittadella. Ma al centro dell'agenda del sindaco anche le priorità rodigine, come le partecipate


Rovigo - Era sul palco con Massimo Bitonci, sindaco di Padova, il governatore Luca Zaia, Roberto Maroni, Matteo Salvini, Umberto Bossi, il consigliere regionale Cristiano Corazzari. Il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin è stato tra i protagonisti del raduno della Lega a Cittadella, tenuto domenica 13 settembre.

Da parte della Lega è uscita una posizione coesa sulle tematiche di livello nazionale e internazionale, come immigrazione e studi di settore. "Per quanto riguarda i profughi - spiega Bergamin - la posizione della Lega è chiara. Aiutarli a casa loro, prima dell'arrivo in Italia, sistemando in Africa centri di identificazione. Ovvio che per farlo servano accordi internazionali, ma la strada deve essere questa". E questo non ha nulla a che fare, dice il primo cittadino, con un presunto razzismo veneto. "Noi abbiamo fatto scuola per l'ospitalità - dice Bergamin - Trenta anni fa, all'immigrato che si presentava alla porta, non si negava mai un panino e un bicchiere d'acqua, non abbiamo nulla da imparare su questo versante".  Sul fronte della crisi, si è tornato a ribadire uno dei punti cardine della politica economica del Carroccio: rivedere completamente il meccanismo degli studi di settore, che forniscono una visione distorta e penalizzante dell'azienda.

Bergamin nel contempo ha ben chiare le priorità sulle quali intervenire a livello locale, a Rovigo. In questi giorni ha tenuto banco la polemica sull'opportunità di uscire o meno da Anci, Associazione nazionale comuni italiani. "Il termine per farlo è fine ottobre - dice Bergamin - Sfido chiunque a spiegarmi l’utilità dell'Anci, vorrei interrogare la gente in piazza o sul Corso e sono certo che molti probabilmente non saprebbero nemmeno cos'è e cosa fa. In ogni caso, personalmente dell'Anci me ne frego, i problemi di Rovigo sono altri. Se mi concentrassi su Anci credo che i primi a criticarmi sarebbero i miei cittadini, indicandomi questioni più importanti". Condivisione comunque con i rilievi del collega di Padova Bitonci, secondo il quale Anci non tutela davvero gli enti locali, non avendo il coraggio di criticare quelle scelte del Governo che penalizzano i Comuni. Uscire o non uscire quindi? “Come al solito, dietro ad ogni decisione ci sono delle questioni burocratiche - chiude il sindaco - Valuteremo, ma ho altro in agenda e in testa".

I veri problemi per il sindaco si chiamano patto di stabilità, le eredità del contenzioso con Veneto Nuoto, quello sulla area ex Gabar, infine il sanguinoso capitolo dell'Interporto condotto dal collega di partito Antonello Contiero. "Io non ne faccio una questione di persone - dice il sindaco - ma è chiaro che non abbiamo bisogno di voli pindarici e dobbiamo capire come muoverci nel momento in cui dovremo rifinanziare per appianare le perdite e spiegare il perché lo facciamo". Allo stesso modo, si deve riprendere in mano la più ampia questione delle partecipate e dei problemi lasciati sul tavolo dai predecessori. "In questi anni hanno ammazzato la città - chiude Bergamin - Io sto cercando di riorganizzare e ripartire. Non ho problemi con la mia maggioranza e le priorità sono chiare: il bene dei nostri cittadini”.

Una ottantina i partecipanti arrivati da Rovigo. Il partito era rappresentato non solo a livello nazionale e veneto, ma anche con assessori comunali provenienti dalla Liguria e dalla Emilia Romagna. Presenti inoltre i capogruppo romani del Carroccio sia al senato che alla camera.
13 settembre 2015
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