SOCIALE ROVIGO La giunta regionale ha stanziato 40mila euro per l’attività del Centro Essagi di Badia Polesine mentre la Provincia ha prorogato fino al 31 dicembre il servizio Irifor

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La Provincia con la variazione in via d’urgenza al bilancio di previsione 2015 nella quale stanzia 223.166,22 euro, ha prorogato  il servizio fino al 31 dicembre ed anche la Regione Veneto con i 40mila euro ha garantito le attività del centro Essagi


 

Rovigo - Buone nuove sul fronte del sociale per la provincia di Rovigo: il presidente della Provincia di Rovigo, Marco Trombini, durante il consiglio provinciale del 28 ottobre ha annunciato che è stato garantito il servizio dell’Irifor e che sono arrivati i 40mila euro tanto attesi dalla Regione per per l’attività del Centro di formazione e socializzazione al lavoro EssaGi di Badia Polesine.

Il servizio di assistenza scolastica per i bambini con disabilità sensoriale (ciechi e sordi) è iniziato il 16 settembre grazie un parziale finanziamento da parte della Provincia che si aggirava attorno ai 90 mila euro (leggi articolo) e che permetteva quindi di proseguire l’attività fino a fine ottobre. Il 22 ottobre il presidente Trombini con un decreto ha approvato la variazione in via d’urgenza al bilancio di previsione 2015 nella quale stanzia 223.166,22 euro per il servizio che verrà prorogato fino al 31 dicembre. 

Sempre per quanto riguarda il sociale la giunta regionale del Veneto ha deliberato un finanziamento straordinario di 40 mila euro per l’attività dell’Essagi di Badia Polesine, promosso dalla Provincia di Rovigo. “Nell’attuale fase di definizione delle competenze e delle funzioni che spettano alle Province – spiega l’assessore al sociale Manuela Lanzarin, che ha proposto il provvedimento all’attenzione della Giunta – la Regione assicura continuità a un servizio essenziale per il territorio, in attesa che si definisca una eventuale transizione di questo servizio sociale verso un ente capofila diverso dalla Provincia”.

Il centro Essagi di Badia Polesine, nato dalla collaborazione tra istituzioni e soggetti del privato-sociale del territorio, accoglie una quarantina di giovani e adolescenti con problemi di handicap e di fragilità sociale, offrendo percorsi personalizzati di formazione e autonomia. “Siamo consapevoli dell’importanza e delle peculiarità di questo servizio che mette in rete Ulss 18, Comuni, Enaip, scuole, cooperative sociali e associazioni del territorio – sottolinea Lanzarin - e intendiamo contrastare con ogni mezzo ipotesi di interruzione di una positiva esperienza attiva da più di 25 anni, che ha dimostrato di conseguire positivi risultati di inserimento sociale e lavorativo”. Per il 2015 quindi le risorse finanziarie sono garantite: “per il futuro dovremo avviare un tavolo tecnico con tutti i soggetti istituzionali e non del territorio per capire come dare continuità a questo modello, a fronte del riordino di competenze (e delle relative disponibilità finanziarie) tra autonomie locali” conclude Lanzarin.

29 ottobre 2015




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