SALUTE DONNA PROVINCIA DI ROVIGO Si conclude l’Ottobre rosa in Polesine, adesione di tutti i Comuni con impegno straordinario di medici e volontari per la importante campagna di informazione sanitaria

La prevenzione non si ferma

Anna Maria Cavallari Monesi
I medici partecipanti all'Ottobre rosa
Bagno e Calore - Caminetti e Stufe
Un mese eccezionale l'ottobre rosa appena concluso. Tutti i Comuni del territorio polesano hanno aderito alla campagna di informazione e prevenzione. Un impegno straordinario per medici e volontari aderenti che sono riusciti ad accontentare le richieste pervenute solo da 36 Comuni. Agli altri verrà data attenzione nella seconda metà di novembre e nel mese di marzo, quando si concluderà la campagna di prevenzione 2015 contro il cancro al seno. Sabato 31 ottobre, la presentazione dei risultati ha messo in luce quanto l'iniziativa abbia coinvolto le donne, da quelle giovani a quelle mature, ultrasessantenni comprese


Rovigo - Auditorium dell'ospedale Santa Maria della Misericordia a far da cornice, sabato 31 ottobre, ai risultati più che soddisfacenti di un Ottobre rosa quasi da record. Nessun Comune del territorio polesano si è considerato fuori da un pericolo che si mostra sempre più insidioso e coinvolge donne di fasce di età sempre più ampie, dalle ventenni alle settantenni. Sì, perché il cancro al seno può manifestarsi anche a quelle età.
Sindaci dei Comuni che hanno aderito alla campagna di prevenzione, medici, chirurghi senologi, ginecologi e radiologi, oltre a numerosi volontari, si sono riuniti attorno alla presidente Andos, Anna Maria Cavallari Monesi, per testimoniare la forte partecipazione delle donne italiane e dell'Europa dell'est all'iniziativa, che, invece, non riesce a diffondersi fra le donne di religione mussulmana

Tanto intensa la richiesta di incontri informativi, visite e controlli che 16 Comuni sono rimasti esclusi. Per poco, tuttavia, dato che, da metà novembre e per tutto il mese di marzo, la campagna di prevenzione verrà ripresa. Un doveroso ringraziamento è stato rivolto a tutti coloro che si sono prestati volontariamente e gratuitamente  e continueranno a farlo, per il tempo che rimane, negli ambulatori delle due case di cura private del Polesine e nelle strutture che saranno messe a disposizione.

A illustrare le cifre di Ottobre rosa 2015, il dottor Fabio De Grandis, direttore sanitario del comitato Andos di Rovigo. "In cinque anni di attività di prevenzione siamo passati dalla disponibilità di un ambulatorio ai 23 che hanno aperto le porte in tutta provincia questo ottobre 2015. Sono aumentate le richieste di incontri formativi e di approcci clinici specialistici, con le singole pazienti. Ho eseguito 160 visite con donne di tutte le fasce di età e di provenienze diverse. Non vi sono state evidenze di patologie conclamate grazie ai controlli periodici che vengono offerti. Prevenzione ancora poco praticata dalle ragazze più giovani, mentre, dai 45 anni in poi, è possibile accedere all'esame esplorativo gratuito ogni 2 anni" - le sue parole. Gli ha fatto seguito il dottor Antonio Gandolfi, ginecologo, per la prima volta volontario Andos. Ho incontrato 157 donne in una esperienza che si è rivelata interessante e costruttiva. L'informazione ha costituito la base di tutto perché la patologia è in aumento e la prevenzione è tanto più efficace quanto più è precoce. Inoltre, il fatto di dover prenotare l'incontro con il medico rende più qualificante l'approccio con il personale specialistico. 

Il dottor Francesco Pellegrini ha espletato la sua azione nella clinica di Santa Maria Maddalena e ha tenuto incontri nei Comuni di Stienta e Salara. "Ho incontrato donne di tutte le età, con prevalenza di soggetti tra 40 e 55 anni, polesane nella maggioranza dei casi, fatta eccezione per una donna cinese. Nella prevenzione ho trattato anche quelli che sono i fattori di rischio più comuni: fumo, obesità, vita sedentaria, uso di alcol. Tra le donne visitate, molte  hanno fatto uso di pillola anticoncezionale per periodi più o meno lunghi. E' stato, inoltre, evidenziato il fattore di rischio della famigliarità e della densità mammaria. Personalmente ritengo che la campagna di informazione debba partire dalle ragazze adolescenti e che lo screening senologico sia da estendere fino ai 75 anni".

Puntuale ed esaustiva la relazione della dottoressa Giovanna Pastore, radioterapista e radiologa senologica, che in questa campagna di prevenzione ha fatto 127 visite. Nei suoi appunti ha citato il numero delle pazienti incontrate per ogni fascia di età, sottolineanando la presenza di ultrassessantacinquenni.  Ha registrato l'età della menopausa, valutando la frequenza del suo verificarsi tra 40 e 49 anni. Su 127 visite sono emersi 15 casi di patologie benigne e 6 di maligne; per 52 soggetti c'era stato un caso di tumore alla mammella in famiglia. Tuttavia, pur se il cancro risulta in aumento, è anche una patologia sempre più curabile. A individuarlo provvedono test genetici, screening, esami polidisciplinari eseguiti con esperienza.

Francesco Centanni, radiologo e Andrea Sartori, chirurgo senologo, hanno dichiarato 50 visite e 50 ecografie, su donne di età media fra 35 e 45 anni. Rilevate 17 lesioni benigne; 45 valutazioni del tutto negative e 5 positive; 33 ecografie negative.  
 
Lauretta Vignaga
1 novembre 2015
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