ASSOCIAZIONE AMBIENTALISTA ROVIGO Massimo Benà del Wwf fa presente a Marco Trombini, ai parlamentari polesani e ad Andrea Zanoni le segnalazioni nel Delta del Po di reati in materia di attività venatoria

Wwf chiede sospensione della caccia dove c'è il bracconaggio

Foto di archivio
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Quella effettuata domenica scorsa, nella laguna retrostante lo scanno di Boccasette dove sono stati individuati alcuni bracconieri che utilizzavano richiami elettroacustici vietati per legge, è la 76esima segnalazione effettuata su 76 sopralluoghi effettuati in giorni, orari e luoghi diversi da parte del Wwf che ora invita l’amministrazione provinciale ad adoperare tutte le energie possibili per porre un freno alla situazione, magari ricorrendo a soluzioni drastiche quali la sospensione dell’attività venatoria in tutte le zone interessate dai fenomeni di bracconaggio



Rovigo - Ha volute rendere noto a Presidente della Provincia, al dirigente dell’ufficio caccia di Palazzo Celio, all’onorevole Diego Crivellari ed ai senatori Emanuela Munerato e Bartolomeo Amidei, al consigliere regionale Andrea Zanoni ed al Wwf regionale e nazionale le diverse segnalazioni effettuate di reati in materia di caccia e richiesta di messa in atto di azioni di contenimento del fenomeno del bracconaggio nel Delta del Po, Massimo Benà (foto a lato) del Wwf di Rovigo. 

Nell’ultimo sopralluogo di domenica 22 novembre i soci attivi del Wwf di Rovigo si sono recati nel Delta del Po, precisamente nella laguna retrostante lo scanno di Boccasette nella quale sono stati individuati alcuni bracconieri che utilizzavano richiami elettroacustici vietati per legge. 

“Dall’appostamento proveniva distintamente la riproduzione dei versi caratteristici degli anatidi germano reale e fischione. - spiega Benà - Queste specie di anatidi non erano presenti nelle vicinanze dell’appostamento e neppure nelle zone limitrofe. La situazione è stata prontamente segnalata ai vigili provinciali tramite chiamata al numero verde, ma la pattuglia in servizio si trovava in medio Polesine (a circa 80 km di distanza dal punto segnalato). Inoltre l’uso di richiami elettroacustici e di fucili a più di tre colpi erano stati largamente riscontrati e segnalata dal Wwf anche il giorno dell’apertura generale della caccia sia in località Vallona sia in località Boccasette”.

Questa del Wwf provinciale, dal 18 ottobre 2004, è la 76esima segnalazione su 76 sopralluoghi effettuati in giorni, orari e luoghi diversi. Benà ha riportato un prospetto di sintesi comprensivo dei controlli: “dal quadro riepilogativo emerge con assoluta chiarezza che la caccia da appostamento fisso nelle lagune del delta del Po è caratterizzata da una situazione di illegalità diffusa. - commenta - Il che non significa che tutti i cacciatori che frequentano le lagune siano dei bracconieri”.

Il Wwf quindi inviata l’amministrazione provinciale ad adoperare tutte le energie possibili per porre un freno alla situazione denunciata ed invita l’assessore competente a ricorrere a soluzioni drastiche quali la sospensione dell’attività venatoria in tutte le zone interessate dai fenomeni di bracconaggio.

24 novembre 2015
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