SICUREZZA ROVIGO Intervento verso le 9 del mattino di venerdì 15 gennaio dopo una chiamata anonima al 113. Sul posto tre volanti. Un precedente a dicembre. Si indaga su due anni di telefonate

Un altro allarme bomba in Tribunale, un'altra bufala

Musica fondazione cariparo

La chiamata è arrivata verso le 9 del mattino di venerdì 15 gennaio. Alla questura è stata segnalata la presenza di una bomba in Tribunale. Sul posto sono intervenute tre Volanti, oltre agli artificieri, mentre il Palazzo di giustizia veniva via via evacuato


 

Rovigo - Era già accaduto lo scorso 2 dicembre (leggi articolo). E, ancora prima, era accaduto ad aprile 2015 (leggi articolo). L'oggetto della telefonata è sempre lo stesso: c'è una bomba in Tribunale. Il che provoca l'intervento delle forze dell'ordine e la evacuazione dello stabile.

E' andata così anche questa volta, con i dipendenti e gli avvocati, oltre che i magistrati, che sono usciti. Con una certa calma, a dire la verità, dal momento che ormai a forza di lanciare allarmi nessuno si preoccupa più di tanto. Tutti si sono disposti all'esterno in attesa che le verifiche confermassero che non c'era nulla di cui preoccuparsi, come in effetti è stato. Alla fine è stato acclarato che non c'era nessuno ordigno a Palazzo di giustizia. Due le piste: o uno scherzo o qualcuno intenzionato a fare saltare l'udienza.

Era accaduto così anche ad aprile, mentre a dicembre era stato un giudice a chiedere l'intervento delle forze dell'ordine, dopo avere notato, nel suo nuovo ufficio, un oggetto sospetto che poteva apparire una bomba. In realtà si trattava semplicemente di un pezzo di maschera antigas che era stato lasciato lì dal giudice precedente, che a sua volta lo aveva avuto in dono da un avvocato appassionato di questi cimeli (leggi articolo). Si trattava di un innocuo filtro di una maschera antigas.

Ora sarà la squadra mobile a indagare sull'allarme bomba, cercando di capire da dove arrivasse la chiamata. Solitamente però accertamenti del genere sono molto difficili, dal momento che basta usare una cabina pubblica per evitare di essere identificati. In ogni caso, chiamate del genere costituiscono un reato, come dimostrato dalla fresca condanna di un rodigino che aveva provocato l'evacuazione delle Poste di Padova (leggi articolo).

La Procura, nella persona del sostituto Davide Nalin, ha avviato accertamenti per individuare l'origine della chiamata. Allo stesso modo ha dato mandato anche di analizzare le ultime telefonate del genere arrivate negli anni scorsi in Tribunale, per capire se - come evidentemente non viene giudicato imrobabile - possa esserci una unica regia dietro ad episodi che a prima vista potrebbero apparire scollegati tra loro. Scartata ogni altra ipotesi, l'idea è di qualcuno che, per motivi personali, intende ostacolare l'attività del Palazzo di giustizia.

15 gennaio 2016
BAGNO E CALORE




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