CULTURA ROVIGO Presentati gli eventi espositivi dell'anno della Fondazione Cariparo in attesa della grande mostra post-impressionista. Dal 27 febbraio al 5 giugno la duplice mostra “Al primo sguardo” di cui una sezione a Palazzo Roncale e l’altra al Rover

Una splendida stagione d'arte per la città

Antonio Finotti, Massimo Bergamin ed Enrico Zerbinati
Giandomenico Romanelli, Antonio Finotti, Massimo Bergamin ed Enrico Zerbinati
Antonio Finotti e Massimo Bergamin
Giandomenico Romanelli
Deltablues 2018

Una splendida stagione d'arte quella che si appresta a vivere la città di Rovigo. Due esposizioni, del tutto inedite, in contemporanea, in due palazzi prestigiosi. E, da settembre 2016 a gennaio 2017, la tradizionale grande mostra che proietta la nostra città nel novero dei luoghi imprescindibili per tutti coloro che praticano il turismo d'arte. Martedì 2 febbraio la presentazione degli eventi espositivi, tra palazzo Roncale e palazzo Roverella, con i capolavori del patrimonio artistico della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. E l'anticipazione del capitolo dell'arte post impressionista che occuperà le sale del Roverella dal 17 settembre al 14 gennaio 2017


 

Rovigo - Sarà, finalmente, quella 'città d'arte' che, da tempo, tanti auspicano, per la quale tanti si impegnano e lavorano. Una città a misura d'uomo, dove si vive in tranquillità e si comincia, finalmente, ad apprezzare le cose belle che ci sono, impegnandosi  per farle conoscere e apprezzare all'esterno del territorio.

Grazie alla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che, per prima, ha individuato e sostenuto il progetto dell'arte in città come fattore di sviluppo economico, una nuova stagione si apre per il nostro centro storico: due mostre di assoluta novità, in contemporanea nelle sale di palazzo Roncale e Palazzo Roverella dal 27 febbraio al 5 giugno. Gratuite per tutti e con la possibilità di ammirare Palazzo Roncale recentemente restaurato.

A dare la notizia il presidente della Fondazione, Antonio Finotti, affiancato dal sindaco Massimo Bergamin che, riprendendo il titolo delle due esposizioni, 'Al primo sguardo', ha parlato di una Rovigo da amare, da sostenere e apprezzare, di cui essere orgogliosi e non detrattori

"Quello che verrà esposto è il meglio della collezione di proprietà della Fondazione. - ha spiegato Finotti - Oltre mille pezzi tra pittura, scultura e grafica, manoscritti incisioni, raccolti e acquistati negli anni, ma anche frutto di donazioni, come il recente lascito della collezione di Pietro Centanini, perché non venisse smembrata. Circa 200 le opere messe in mostra, il meglio dell'intera raccolta". Il compito di scegliere ha coinvolto esperti di fiducia della Fondazione: Alessia Vedova e Giandomenico Romanelli. 

A palazzo Roncale si potranno vedere opere della collezione Centanini che spaziano lungo quattro secoli di tradizione artistica, da Pietro da Cortona e Maggiotto, a dipinti del periodo Barocco, ai maggiori rappresentanti dell'800 italiano - Palizzi, De Nittis, Milesi, Signorini - ai rappresentanti più noti del XX secolo: Carrà, De Chirico, Utrillo, Chagall, Guttuso, Zandomeneghi. Scelte in parte effettuate da Pietro Centanini, in parte provenienti dalla famiglia, come tele di vedutisti e pittori di interni, tra cui si impongono le splendide vedute di Guardi. 

A Palazzo Roverella sarà collocato il nucleo maggiore della collezione della Fondazione, anche questo una novità assoluta. Vi sono rappresentati cinque secoli di storia dell'arte veneta e italiana con opere e autori che non mancheranno di stupire per ricchezza e varietà di contenuto. Si spazia da Dal Molin a Manzoni, da Cavaglieri a Tullio Crali al nucleo di opere del 'Gruppo N', dell'optical con Biasi, Landi, Massironi, Castellani di cui la Fondazione è proprietaria di tre opere. "La collezione della Fondazione è un vero e proprio museo che viene incrementato regolarmente con oculate acquisizioni. Ci sembrava doveroso mettere tutto questo a disposizione dei cittadini e del grande pubblico" ha concluso Antonio Finotti. Entrambe le mostre - sempre gratuite - saranno aperte tutti i giorni. Lunedì escluso.

Proseguendo nell'illustrazione delle novità in campo artistico è stato spiegato che, alla chiusura della mostra, il 5 giugno, Palazzo Roverella, rimarrà chiuso durante l'estate per lavori di restauro e per preparare l'allestimento della grande esposizione annuale. Il tema sarà: 'Da Gauguin ai Nabis, da Tahiti alle Biennali’ (titolo provvisorio) con apertura il prossimo 17 settembre e chiusura il 14 gennaio 2017.

L'anticipazione, sotto la guida di Giandomenico Romanelli, ha svelato scenari sconosciuti lungo un percorso fatto di colore ed emozioni. I protagonisti sono pittori in fuga da Parigi alla ricerca di semplicità. Profeti di un mondo nuovo, essenziale che trova il suo modello nel primitivismo ed esotismo, quale riscontrarono sulle coste della  Bretagna, nella vita  di Pont - Aven. Gauguin è il loro modello prima che egli stesso si lasciasse rapire dal sogno primitivo e innocente di Haiti, rivelatosi, poi, una assoluta delusione. Sulla stagione 'bretone' dell'arte italiana, tra gli anni 80 dell'800 e i primi decenni del secolo successivo  si concentrano le cinque le sezioni della mostra che includono nomi quali: Maurice Denis, Gino Rossi, Arturo Martini, Felix Vallotton, Pierre Bonnard, Felice Casorati, Mario Cavaglieri, oltre allo stesso Gauguin. Presente all'incontro, il presidente dell'Accademia Enrico Zerbinati che ha positivamente valutato la divulgazione dell'arte come fenomeno di massa che deve iniziare fin da bambini. 

Per concludere il presidente Finotti ha espresso una certa soddisfazione per il risultato dell'affluenza alla mostra sui capolavori delle Pinacoteche dell'Accademia e del Seminario: 3500 visitatori - dato di domenica 31 - che si spera raggiunga le 4.000 unità prima della chiusura definitiva.  

Lauretta Vignaga

2 febbraio 2016
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