FURTO E STUPEFACENTI ROVIGO Blitz dei carabinieri nell'abitazione di due giovani di Solesino. Si vagliano connessioni col mercato polesano. Scattano le manette per un pizzaiolo e un disoccupato

Rubavano energia elettrica per fare crescere la droga sana e forte

Musica fondazione cariparo

I carabinieri hanno contestato non solo la produzione e la detenzione di stupefacenti, di per sé sufficienti a fare scattare l'arresto, ma anche il furto aggravato. Per un motivo tanto semplice quanto originale: secondo le accuse i due giovani poi arrestati rubavano elettricità dalla rete pubblica per alimentare l'impianto elettrico che governava il funzionamento della serra nella quale veniva coltivata la marijuana


 

Rovigo – Due arresti a Solesino e una attività di intelligence per capire se attorno a quella abitazione, trasformata secondo le contestazioni in serra per la coltivazione di marijuana, gravitassero anche rodigini. Il blitz è scattato a opera dei carabinieri della locale stazione, col supporto dei colleghi del quarto battaglione. Da tempo nei dintorni dell'immobile di Solesino erano segnalati movimenti particolari, sospetti. Vivo, come sempre, il collegamento tra la Compagnia di Este, guidata dal capitano Truglio, e i colleghi di Rovigo.

Secondo le contestazioni gli investigatori hanno fatto centro, dal momento che l'appartamento sarebbe stato adibito a coltivazione di stupefacenti. Sotto sequestro sono finite 26 piantine di marijuana e materiale ritenuto utile alle coltivazione dello stupefacente. In particolare, a quanto reso noto i carabinieri hanno sequestrato se fari alogeni, ventilatori, pellicole riflettenti, timer, diserbanti e insetticidi.

Erano insomma stati inseriti anche dispositivi automatici nell'apparato di coltivazione e che necessitano, così come i fari, di corrente elettrica. Corrente che sarebbe stata, secondo le contestazioni, letteralmente rubata dalla rete pubblica. Da qui la contestazione anche di furto aggravato.

E' sulla base di questa ricostruzione dei fatti che sono stati arrestati due giovani della Bassa Padovana: un pizzaiolo di 29 anni e un disoccupato di 28 anni. Il caso viene ora seguito dal sostituto procuratore Davide Nalin, della Procura di Rovigo.

23 febbraio 2016
CASA DI CURA SANTA MARIA MADDALENA




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