ECONOMIA ROVIGO Taglio di nastro per Confapi in piazza XX Settembre. Per il presidente Alessandro Duò si tratta di un segnale importante 

La nuova sede, un segnale di ottimismo per le imprese

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L’associazione delle piccole e medie imprese ha una nuova casa: Confapi nella giornata di sabato 12 marzo ha inaugurato la nuova sede in piazza XX Settembre, civico 9 alla presenza delle autorità istituzionali oltre che a numerosi esponenti dell’imprenditoria polesana. Inoltre una tavola rotonda intitolata “Oltre la crisi: il mondo dell’impresa, tra ottimisti e scettici” nella quale hanno relazionato Paolo Feltrin, politologo e docente di scienze politiche all’Università di Trieste ed il giornalista Alfredo Meocci che si sono focalizzati sulla battaglia di chi crede che l’imprenditoria si possa fare con l’esperienza dei ‘senior’ invece dei giovani e viceversa



Rovigo - Era stata annunciata durante la presentazione del nuovo direttore provinciale Raffaele Crepaldi (LEGGI ARTICOLO) ed oggi diventa realtà: Confapi Rovigo, ha inaugurato la nuova sede in piazza XX Settembre, civico 9. 

Taglio del nastro nella giornata di sabato 12 marzo per Alessandro Duò, presidente dell’associazione delle piccole e medie imprese che ha espresso grande soddisfazione per questo nuovo passo: “Questa apertura da un segnale di speranza e di ottimismo, un innesco importante per far ripartire l’economia, noi lo facciamo nel nostro piccolo con questa iniziativa in totale controtendenza con l’andamento economico. Speriamo che tutto questo venga confermato con i risultati della nostra attività per l’impresa. C’è la necessità di porre delle regole perché queste ci educano ad avere un progetto con un confine, al fine di lasciare spazio a qualcun altro. Il futuro si potrà affrontare in due maniere: attraverso quella che chiamo crescita hard, fatti di grandi investimenti, che vedo difficili in questo momento; un metodo più soft basato sulle idee e sull’innovazione. È necessario puntare sull’internazionalizzazione, investire sulla formazione e la cultura del management, puntare sulla integrazione tra imprese per il quale ci sono molte soluzioni come i consorzi eccetera, investire sull’innovazione dei prodotti e dei servizi. La priorità dei prossimi anni è sciogliere tutti questi nodi. Ci penseranno le associazioni di categoria e il mercato a tracciare la rotta, ma è necessario capire – rivolgendosi ai colleghi imprenditori - che non è più il tempo di agire soli e per sé stessi, un imprenditore così non ha futuro. Ci sono tante battaglie da fare e io ho ancora voglia di combattere”. 

Numerose le autorità istituzionali presenti all’inaugurazione: dal primo cittadino di Rovigo Massimo Bergamin, ai parlamentari polesani senatore Bartolomeo Amidei e l’onorevole Diego Crivellari, gli assessori regionali Cristiano Corazzari e Roberto Marcato, i consiglieri Graziano Azzalin e Patrizia Bartelle oltre ai i tanti esponenti dell’imprenditoria polesana.

A coronare l’evento è stata la tavola rotonda intitolata “Oltre la crisi: il mondo dell’impresa, tra ottimisti e scettici” alla quale presenziavano Paolo Feltrin, politologo e docente di scienze politiche all’Università di Trieste ed il giornalista Alfredo Meocci. Durante il dibattito si è discusso molto sulla battaglia di chi crede che l’imprenditoria si possa fare con l’esperienza dei ‘senior’ e chi punta sulla nuova linfa dei giovani e pensa sia la chiave giusta per sbloccare la situazione di crisi. Dalla questione, se dare più peso a una o l’altra fascia d’età, è sorto il problema tutto ‘italiano’ dell’età dei presidenti delle fondazioni bancarie o di altre strutture organizzative e decisionali. Lo stesso Feltrin ha spiegato che servirebbe una regola in questo senso e il cambio generazionale nell’impresa, come in altri apparati, è fondamentale. “La piccola impresa gioca qui il suo futuro – ha ribadito il docente universitario – è necessario guardare con più fiducia alle forze nuove”. Meocci ha invece invocato più rispetto per quelli che hanno costruito il tessuto imprenditoriale e che “servirebbe il buon senso di mettere assieme l’esperienza di chi ha vissuto il passato con l’innovazione delle generazioni d’oggi”. Inutile quindi per il giornalista una lotta tra generazioni. Tutti d’accordo sul fatto che si dovrebbero introdurre delle normative rigide con dei limiti di mandato a tutti i livelli, dal politico, a quello bancario e finanziario, passando per il management aziendale, come accade anche in altri Paesi.

12 marzo 2016
CASA DI CURA SANTA MARIA MADDALENA




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