POLIZIA POSTALE ROVIGO Numerose le denunce. Sempre analoga la casistica: lo scatto viene postato sul profilo, poi c’è il pentimento con la rimozione. Ma intanto qualcuno se lo è accaparrato e lo usa come arma di estorsione

Allarme minori sotto ricatto dopo i selfie hot: tanti i casi

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Succede spesso, soprattutto alle più giovani, solitamente minori, che purtroppo molto spesso usano tecnologia e social senza avere piena consapevolezza del loro potenziale e di quelle che possono essere le conseguenze. Così accade che un semplice selfie possa arrivare, causa le cattive intenzioni di qualcuno, a rovinare una vita


 

Rovigo – Le denunce sono più d’una e tutte recenti. E’ allarme vero, per la questura e la polizia postale, alla luce del numero crescente di ragazzine, soprattutto minori, che arrivano in lacrime, accompagnate dai genitori, a chiedere aiuto dopo essere rimaste coinvolte in vicende molto, molto antipatiche. In grado di fare molto male, in una età nella quale spesso si pensa di essere più forti di quanto si sia davvero e i colpi della vita possono fare molto, molto male.

Le storie sono piuttosto simili. Tutto comincia con un selfie, uno scatto un po’ osé. Immagini di nudo, o quasi. Poco dopo arriva il pentimento: le ragazzine si rendono conto, magari consigliate da qualcuno un po’più esperto e saggio, che quelle immagini non dovrebbero essere diffuse a destra e manca. Vengono quindi rimosse. Ma è troppo tardi.

Per quanto rimosse dal proprio profilo le immagini non vengono rimosse anche dal cloud, una sorta di spazio virtuale nel quale confluiscono i contenuti condivisi in vari modi e tramite varie piattaforme. Una vera e propria miniera, per quanti intendono avvalersene per scopi illeciti. Ed è esattamente quanto sta accadendo, a Rovigo e in Polesine come altrove.

Queste immagini vengono “catturate”, scaricate e usate come armi di ricatto. Di solito non si chiedono soldi, ma scattano estorsioni a scopo sessuale: richieste di incontri, di altre foto, di numeri di amiche. Comincia un inferno per le giovani. Inferno dal quale si può uscire solamente trovando il coraggio di raccontare tutto ai genitori e con loro denunciare.

Il personale della polizia postale sa infatti molto bene come gestire episodi del genere, come individuare e perseguire i responsabili. Tenendo comunque presente che sarebbe meglio prevenire non pubblicando quelle immagini. Il web non è il paese dei balocchi. E a volte sarebbe meglio usare il cervello invece di  alla passione social.

14 marzo 2016
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