CLONAZIONE CARTE MAGNETICHE PONTECCHIO (ROVIGO) Incredibile scoperta dei carabinieri: il 24enne del paese, iscritto all’ateneo di Ferrara, avrebbe prelevato senza titolo gasolio per 50mila euro circa assieme ai suoi complici

Chiesti 7 anni per lo studente universitario che prosciugava i distributori col trucco

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La mente era lui, secondo l’accusa. E per lui l’accusa, il pubblico ministero Benedetto Roberti, di Padova, ha domandato una condanna a 7 anni di pena. Il 24enne di Pontecchio Polesine, D. G., studente universitario all’ateneo di Ferrara, sarebbe stato a capo di un gruppo specializzato nel clonare carte carburanti in modo da prelevare senza alcun costo gasolio e carburante da numerosi distributori, per poi “prestare” le tessere ad artigiani polesani e non solo. Il tutto realizzando profitti a costo zero


Pontecchio Polesine (Ro) – Per la presunta “mente” del gruppo, il polesano di 24 anni, di origini moldave, D. G. le sue iniziali, l’accusa ha domandato 7 anni di condanna. Otto complessivi sono invece stati domandati a carico dei suoi presunti complici: un altro moldavo di 37 anni di Occhiobello, uno di 25 anni di Valdobbiadene, due di 34 e 33 di Vigonovo.

Il sistema posto in essere dal 24enne avrebbe consentito, secondo queste contestazioni, di prelevare a costo zero, con tessere magnetiche carburante clonate in varie stazioni di servizio della provincia di Rovigo, a Canaro e Occhiobello, ma anche in provincia di Ferrara, Padova, Cervia, Rimini, Valdobbiadene, Treviso. A ideare il meccanismo sarebbe stato il 24enne, iscritto ai corsi di Economia a Ferrara, ma già laureato in Moldavia.

Agendo così in tutto, secondo la ricostruzione della Procura, sarebbe stato prelevato in modo indebito carburante per quasi 50mila euro, per la precisione 47.154 euro e 94 centesimi. Le carte in questo modo clonate sarebbero state “prestate” ad artigiani che evidentemente non si facevano troppe domande sulla provenienza di questo gasolio.

Questa almeno la ricostruzione della Procura, che ha domandato in tutto 15 anni di reclusione per le persone a giudizio per riciclaggio, auto riciclaggio, concorso in ricettazione. Secondo la ricostruzione dell’accusa, la clonazione sarebbe stata materialmente eseguita da un hacker residente in Olanda, in contatto col 24enne alla cui mail inviava i codici carpiti in maniera illegale.

 

21 marzo 2016
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