CONFAGRICOLTURA ROVIGO Il presidente Casalini: “No all’inserimento di aree contigue e ulteriori vincoli alle aziende”

Delta del Po, "si approvi il piano del Parco dal 2012 in standby in Regione"

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Confagricoltura Rovigo ribadisce le sue posizioni: inutile approvare altri vincoli allo sviluppo imprenditoriale e turistico nel territorio del parco Delta del Po. Il rischio infatti oggi è proprio questo

Rovigo - “In questi giorni leggiamo di una proposta presentata tendente a modificare i confini del Parco regionale veneto del Delta del Po con l'inserimento di aree contigue. Si tratta di una proposta che nella sostanza tenta di stravolgere il lavoro presentato, condiviso ed adottato nel 2012”. Stefano Casalini, presidente di Confagricoltura Rovigo, esprime con forza la sua contrarietà all’inserimento di ulteriori aree e vincoli. “Non è un modo di operare che condividiamo! Sarebbe opportuno, invece di promuovere modifiche che riporterebbero tutto a anni indietro nel tempo, che gli sforzi delle amministrazioni interessate si concentrassero sull’approvazione definitiva da parte del Consiglio della Regione Veneto di un Piano del Parco in attesa da ormai quasi quattro anni”.

Il piano del Parco del Delta del Po è stato adottato dal consiglio dell’Ente parco il 17 dicembre 2012 e ad oggi è presso gli uffici della Regione Veneto in attesa della definitiva approvazione da parte del consiglio regionale.
Confagricoltura Rovigo ha partecipato attivamente nel corso negli anni antecedenti l’approvazione nel coordinare e far convivere le necessarie richieste dei propri associati agricoltori e vallicoltori del Delta con le richieste di gestione ambientale di un territorio fragile e naturalisticamente interessante. Con il presidente Geremia Gennari, il direttore Marco Gottardi, l’architetto Romeo Toffano dirigente della Regione Veneto come progettista del Parco, con consulenti dello Iuav di Venezia, in molteplici incontri, riunioni e convegni abbiamo condiviso un Piano che a nostro avviso soddisfa le esigenze di tutti cittadini, imprese, ambientalisti, turisti e operatori locali.
Il Piano del Parco comprende relazioni, norme tecniche e una cartografia particolareggiata che evidenzia le zone a parco con vincoli e le zone a sviluppo imprenditoriale, turistico e sociale. E’ stata redatta una Vas Vinca  - Rapporto ambientale a cura dello Iuav di Venezia.

“E’ inutile attivarsi per un Mab unesco, addirittura promuovendone l’allargamento a zone che nulla hanno a che vedere con il Delta del Po – osserva Casalini - se non abbiamo ancora gli strumenti chiari e ufficiali per operare sul territorio. Parimenti non si capisce come si voglia modificare un piano che è in attesa di approvazione. Si vuole ricominciare ancora una volta da zero? Come rappresentanti  di aziende agricole e aziende vallive che operano attivamente nell’area del Delta del Po riteniamo necessario che l’Ente Parco, la giunta e il consiglio regionale Veneto e tutte le amministrazioni comunali si attivino per dare  definitiva concretizzazione ad un piano del Parco a cui manca un’ultima certificazione regionale”.

Prima di pensare a nuovi vincoli, il presidente di Confagricoltura Rovigo invita a considerare quelli già esistenti:  “Ad esempio, è da febbraio 2016 che una legge regionale veneta, la n. 4/2016, obbliga i concessionari di una derivazione d’acqua sul Po, in zona parco, esistente, a presentare documentazioni redatte da professionisti attestanti l’assenza di danni alla flora e fauna locale, la cosiddetta procedura di Valutazione di impatto ambientale”. Il costo da sostenere per questo tipo di documentazione e per l’istruttoria regionale  si aggira intorno a 20.000 euro, oltre naturalmente al giusto canone dovuto per il prelievo per derivazione. “Esistono aziende che da decenni derivano con una o più tubazioni dal fiume Po avendo sempre pagato il proprio canone e  senza aver mai causato danni all’ambiente! Si tratta di cifre incredibili e improponibili per le  aziende agricole locali” sottolinea, aggiungendo che le stesse cifre valgono anche per i consorzi di bonifica che di fatto dovranno poi rigirarle negli oneri consortili che ogni cittadino e azienda è costretto a pagare. “E’ questo il Parco del Delta del Po che vogliamo? Oneri, vincoli amministrativi che ingabbiano le imprese e le sottopongono a maggiori spese? Non dovrebbe essere invece fonte di sviluppo del territorio?”

Su queste considerazioni Confagricoltura Rovigo continua a mantenere alto il livello di osservazione  sulle proposte che vengono presentate: “Il nostro obiettivo, garantendo comunque le peculiarità ambientali, rimane quello di non assecondare l’approvazione di ulteriori vincoli ad uno sviluppo imprenditoriale e turistico di un territorio unico al mondo. Con queste premesse, in una logica di crescita e confronto – conclude Stefano Casalini - la nostra associazione sarà sempre a fianco degli amministratori locali che condividono il nostro pensiero. Altrimenti non esiteremo, come abbiamo fatto in passato, a tutelare gli interessi economici dei nostri associati”.       


 
15 aprile 2016




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